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Elezioni Usa, a Saint Louis tra tensioni razziali e serie tv

I bianchi da una parte. I neri – tuttora – dall’altra. A Saint Louis, le divisioni razziali restano innanzitutto negli indirizzi degli abitanti. E non è un caso se proprio qui, in Missouri, nell’estate di due anni fa, riesplose la rabbia degli afroamericani, dopo l’ uccisione del diciottenne Michael Brown, da parte di un poliziotto. Le strade divennero campi di battaglia e fu proclamato lo stato d’emergenza.
Perciò, era stata scelta questa cittadina del Midwest per il secondo duello televisivo tra i candidati alla Casa Bianca, Hillary Clinton e Donald Trump. Per quello che le strade del sobborgo di Ferguson hanno rappresentato e anticipato. Come le successive proteste degli ultimi mesi del movimento Black Lives Matter  – “le Vite dei Neri contano” – e una questione razziale prepotentemente tornata tra le emergenze. Così, anche dopo il primo presidente nero, il futuro dell’America passa ancora per le divisioni razziali. Ma in realtà, sull’onda degli scandali per i video sessisti che hanno accompagnato la vigilia del duello tv – con le parole volgari di Donald Trump e il pressing sempre più forte perché lasci – l’America più che nelle strade infuocate di Ferguson, si è ritrovata in una puntata di “Masters of Sex”, la popolare serie tv che fu concepita proprio qui a Saint Louis, nell’Università, scelta per la sfida televisiva dei candidati.

 

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