Radio24 | Il Sole 24 ORE
Ora in diretta

Condotto da

Contro il terrorismo, in giro per mercatini

Il gluhwein e i berliner krapfen. Le lucine bianche e i piccoli intagli di artigianato. La musica e la tradizione. Amo i Weihnachtsmarkt tedeschi, un concentrato di spirito natalizio. Li ho scoperti l’ anno che ho vissuto in Germania, per terminare la mia tesi in AltertumsWissenschaft. E ora nei messaggi di Fabrizia Di Lorenzo rivedo il mio stesso entusiasmo di allora. Una gioia e una spensieratezza che la corsa di quel camion lanciato sulla folla di Berlino ha voluto mandare per aria. Insieme alle bancarelle. Anche io, come Fabrizia,  studentessa Erasmus di Sulmona morta nell’attentato, raccontavo ogni giorno a casa oltre che dei miei studi, com’è ovvio, anche delle realtà nuove che scoprivo. Ed è per questo forse che la sua storia ora mi tocca così tanto. Ora che mi occupo da cronista della strage e delle indagini sull’ ultimo attacco alla Europa.

La sua voglia di vivere, la sua gioia che filtra dai 140 caratteri di twitter. E’ questo quello che gli attentati vogliono colpire. “Il nostro stile di vita”, come Angela Merkel continua a ripetere. E per questo più che mai significativi erano i cartelli innalzati ieri a Berlino da tedeschi e migranti, ritrovatisi in piazza per cantare “Web are the world”. Noi, non il terrorismo. E noi “non ci lasceremo dividere”, scrivevano sui cartelli. Perché la guerra è una sola ed è in atto, anche se tutti hanno quasi paura a dirlo: la guerra è contro il terrorismo.

Una guerra entrata nelle nostre vite, se quando attraversi le stazioni affollate c è molta più polizia, se si formano lunghe code prima di raggiungere i binari, se un brivido ci attraversa nei luoghi pubblici: siamo a rischio? Una preoccupazione più forte in questi giorni di treni pieni ed aeroporti affollati, con migliaia di persone in partenza per raggiungere familiari per Natale. Anche Fabrizia voleva farlo, l aveva già programmato.  Sarebbe tornata a Sulmona e avrebbe raccontato col suo bel sorriso l’emozione della sua esperienza. Che forse solo qualche bella parola tedesca, di quelle infinite, piene di sfumature edi immagini potrebbe esprimere al meglio.

Lei non potrà più farlo. L Italia piange un’altra vittima del terrore. Ma anche se siamo in guerra, anche per Fabrizia noi dobbiamo tornare ancora di più nei Weihnachtsmartket. In Germania o in Italia. Il terrore perde anche così.

Buon Natale. Tutti noi abbiamo bisogno più che mai di auguri!

Condividi questo post

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.