Radio24 | Il Sole 24 ORE
Ora in diretta

Condotto da

Terrorismo islamico, ecco i numeri della radicalizzazione in carcere e sul web

I numeri segnalano un trend in crescita, ma le dimensioni sono ancora ridotte rispetto agli altri Paesi. Sono saliti a 369 – secondo le ultime stime del ministero della Giustizia – i soggetti a rischio estremismo religioso all’interno delle carceri. Su una popolazione carceraria complessiva di 18mila detenuti, di cui 11mila provenienti da Paesi a fede musulmana.

Dei 369, non tutti preoccupano allo stesso modo. E se per la maggioranza – 144 – c’è solo una segnalazione, il primo e più blando livello di attenzione, 73 sono controllati da vicino e ben 152 sono monitorati invece costantemente. A cominciare dai 40 già condannati per terrorismo e reclutamento, che stanno scontando la loro pena nei penitenziari di massima sicurezza.

Ecco il principale focolaio di radicalizzazione, di cui parla anche il premier. In questa schiera di detenuti, che ha esultato dopo gli attentati di Parigi del 2015. Ora invece “i ragazzi stanno più attenti”, si confidano nelle conversazioni intercettate dall’ amministrazione penitenziaria. I più radicali cioè evitano di esporsi troppo. A questi numeri, vanno aggiunti 272 ex detenuti già monitorati e ora in libertà. Ma negli ultimi anni, dietro le sbarre anche una ventina di detenuti italiani si sono convertiti all’Islam.

Dal controllo delle carceri a quello sulla rete. Fino ad ora, molto spesso proprio per via del materiale condiviso sul web, molti sospetti sono stati espulsi dall’Italia. In totale, dal gennaio 2015 sono stati 134. L’ultimo, il cinque gennaio, da Ravenna.

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.