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Avetrana, il processo mediatico influenza le sentenze?

Successe con Cogne. Si è ripetuto ad Erba. Si è amplificato a dismisura ad Avetrana. Ci sono casi di cronaca nera, che si sviluppano sotto ai riflettori quasi più che dentro le aule di giustizia. Con tanto di opposte tifoserie. E un uso a volte strumentale dei media, che ha non di rado contribuito – come nei sette anni passati dal delitto di Sarah Scazzi – a confondere versioni e insinuare dubbi. Così, poco dopo che la Cassazione ha confermato l’ergastolo per Sabrina e Cosima Misseri per l’uccisione della quindicenne e otto anni di carcere per lo zio Michele, da dentro la villetta del delitto, quest’ultimo risponde ancora ai microfoni del Tg2, mentre aspetta di andare in cella. “Mi stanno venendo a prendere, ma ci sono due innocenti in carcere. Chiedo loro perdono- scandisce, come aveva già fatto in altre trasmissioni tv – per tutti gli errori, non mi hanno creduto”.
Confessioni, ritrattazioni, accuse: tutto ad Avetrana si è consumato nel boom degli ascolti, come in un’infinita telenovela noir. A cominciare dall’annuncio alla mamma di Sarah del ritrovamento del corpo, mentre era in diretta a “Chi l’ha visto”. E poi ci sono stati gli sms di Sabrina ai vari inviati; le interviste di Cosima, mentre si cercava la ragazza, i cedimenti dello zio Michele, che divenne pure una maschera di Carnevale per bimbi con la corda e il suo cappello.
Così ora neanche il verdetto della Suprema Corte, che le difese considerano un “errore giudiziario, dovuto anche all’influenza dei media” (“le sentenze sono state condizionate dalle opinioni delle tv, soprattutto per la presenza di giudici popolari”, si sbilancia con Radio24 Roberto Borgogno, difensore insieme a Franco Coppi delle due donne, annunciando il ricorso in Europa ed eventualmente una richiesta di revisione) —fa calare del tutto il sipario su Avetrana, il paese del tarantino dove il sindaco dovette chiudere delle strade, per scoraggiare i  turisti del macabro. Tutti spettatori del giallo della morte di una quindicenne, che purtroppo di fiction non aveva nulla.
Di questo, di processi mediatici, delitti che fanno il boom di ascolti e infatti riempiono i palinsesti televisivi e pure di errori parliamo sabato in Storiacce- 21.30.

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