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La Terza città: Napoli del principe dei misteri

Dicono che delle due città gemelle, non ci sia più modo di sapere quali siano i morti e quali i vivi. Basta scendere dei gradini, attraverso botole spalancate sotto passi rumorosi, per ritrovarsi nelle viscere tufacee della più antica Partenope, laddove la Napoli dell’ ammuina ritrova i misteri dell’antica sirena, che qui venne a morire. E il regno dei vivi e dei morti – come ebbe a scrivere tra gli altri – Italo Calvino, sconfinano uno nell’altro.

Se c’è un luogo a Napoli, fatto di miti, misteri e bellezza – questo è la cappella del principe di San Severo, dove gli scheletri con gli studi di angiologia, convivono con l’incanto del Cristo Velato, le macchine anatomiche con l’esoterismo. Il secolo dei lumi con la massoneria.

Alla vita di “Raimondo di Sangro, principe di San Severo” è dedicato l’ultimo libro di Antonio Piedimonte, che della storia di Napoli e dei suoi misteri più magici, è uno dei più appassionati studiosi.   

E nel terzo centenario dalla nascita del principe, anche i discendenti dei Di Sangro – che hanno trasformato la cappella in un museo  unico – lanciano varie iniziative, per diffonderne la conoscenza. E pure dei gadget, forse un po’ troppo da piccolo alchimista.

Il percorso nella Napoli dei misteri e del sottosuolo è un’anabasi molto lunga, quanto affascinante. Che svela il volto della Terza Città. Tra anime del Purgatorio, antichi culti e mai sopite tradizioni.  In mezzo a cisterne greche, rifugi bellici e colatoi. Nel sottosuolo di Napoli – quello noto e quello ancora chiuso al pubblico – abbiamo portato il nostro microfono, accompagnati da Clemente Esposito, Antonio Piedimonte e poi da Erri De Luca.