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Viareggio, il muro sui binari. Dopo il disastro

Un anno dopo, restano le macerie. Annerite. Restano le rose- ormai seccate- omagio per le 32 vittime. Resta lo strazio di chi, in un attimo, ha perso tutto: famiglia, casa. Restano gli scatti, con i fumetti dei bambini sulle macerie. Resta il cartello della stazione, con la scritta “VIAREGGIO”, ancora bruciacchiata.

Di nuovo,  un anno dopo la strage del treno carico di gpl che deragliò, incenerendo 32 vite, c’è un muro. Un muro tra le case di via Ponchielli e la ferrovia. Il muro che i residenti della via più colpita dal disastro da anni avevano chiesto.

“Ma anche i residenti di altre città – attraversate dai binari – non sono ignifughi” , la provocazione rivolta alle Ferrovie dal sindaco di Viareggio, Luna Lunardini, dai microfoni di Radio24, tornata nella Versilia, un anno dopo.