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Se il passato crolla: il Bel Paese e il turismo

Prima quelli alla Domus Aurea, poi i crolli al Colosseo.  A marzo ha ceduto la volta di una delle gallerie Trainee- 60 metri quadrati.  A maggio, a terra sono finiti 6 pezzi di intonaco del simbolo stesso di Roma. Che succede nella città eterna? Quale è lo stato dei beni archeologici del nostro Paese?

Del degrado di Pompei, si è parlato più volte. Ed è stato nominato anche un commissario straordinario. Ma in piena stagione estiva, quando il Bel Paese è già attraversato da tanti turisti di ogni parte del mondo, qual è la fotografia dell’attuale viaggio in Italia? Il premier oggi ha presentato il suo spot, per invitare anche gli italiani a “fare le vacanze in Italia”.

Ma lanciando e promuovendo le nostre bellezze e ricchezze – uniche soprattutto quelle archeologiche – non ci si dovrebbe ricordare anche di finanziarne la manutenzione? Per non parlare di eventuali nuovi scavi? Anche queste domande mi sono venute in mente, leggendo l’impietoso reportage del New York Times da Roma, la città eterna. Tra i crolli dei monumenti e le faraoniche inaugurazioni del Maxxi e dei vari Musei di arte Moderna. Per carità, splendidi, importanti, ecc ecc.

Ma  l’attacco del quotidiano di Manhattan parla da solo. E rischia di restare impresso a lungo: “The Eternal City is anithing but”. Roma si modernizza, mentre il suo passato perde pezzi.

Anche queste sono Storiacce nostrane, secondo me: l’incuria del nostro grande patrimonio archeologico. Come va nelle vostre città? Mandateci foto di piccole/grandi abbandoni di opere d’arte.