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Il 2 Agosto e la faccia del Governo. Assente.

 

Un boato. L’orologio che si ferma. Poi solo macerie e polvere. Fitte come i misteri. Inquietanti come gli incubi, che non si dimenticano. Dopo 30 anni.

Lunedì, la sirena della stazione suonerà ancora, a Bologna. Puntuale, alle 10.25, per ricordare le 85 vittime e i 200 feriti del più grave attentato in tempo di pace, in tutta Europa. Ci saranno i sopravvissuti e i familiari dei morti, portati via in autobus con le lenzuola ai finestrini. Ci sarà la città, quella stessa che 30 anni fa, fece da subito la fila davanti agli ospedali, per donare il sangue. Ci sarà chi invoca risposte. E la caduta dei segreti. Ma non ci sarà nessuno ad ascoltare le domande.  Per la prima volta, nessun rappresentante del Governo, (come scrive Repubblica) andrà a Bologna, a metterci la faccia davanti a quello squarcio nel muro della stazione, diventato ora “memoriale di pace”, sotto il sigillo dell’Unesco. Certo, ci sono stati decenni di fischi. Per governi di ogni colore. Spesso arrivati da altre piazze e altre polemiche. A volte, strumentali. Quasi sempre, secondo me,  inopportuni.

Ma proprio nell’anno in cui era stato deciso di non far parlare in piazza alcun rappresentante del Governo, ma solo il presidente dell’Associazione Vittime del 2 Agosto, non esserci è scegliere la strada comoda. E’ ripararsi, dietro il sottile paravento dei fischi da evitare. E’ come chiudere le orecchie. Per non sentire la raffica di domande. Ancora più pressante. Ancora più urgente. Ora. Dopo 30 anni. Quando sui segreti, di quella stagione di bombe, stragi e misteri- da Ustica a Bologna, passando poi per Capaci e via D’Amelio – i veli, invece di essere sollevati – diventano più lunghi.

Proprio per questo, nel 30esimo anniversario dalla bomba di Bologna, anche senza avere risposte da portare in dono, metterci la faccia fa la differenza.

Ps. Da ascoltare: le comunicazioni originali della sala operativa del 2 Agosto 1980. STRAGE BO AUDIO STORICO. Sulla strage, i misteri e la memoria della bomba alla stazione, nelle prossime ore altri preziosi audio. Dal passato. E dal presente. Sorprendente. E lunedì Storiacce vi racconterà quella piazza della stazione di Bologna. 30 anni dopo.