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Il pugile, le bolle di sapone e la casualita del male

Un pugile o una bolla di sapone: la casualita di un bivio. O di un destino.

Stazione di Milano: nella folla delle partenze estive, una cascata di bolle colorate
investe una donna, che tiene per mano il suo bambino.
Dopo lo stupore e quasi lo stordimento iniziale, lei sorride. Bellissima, col suo peplo rosso.
Come una dea tra le nuvole, rincorse una ad una dal piccolo. Eccitato, felice, sotto l inaspettata pioggia..

Ho pensato al bimbo di Emlou, la donna filippina massacrata di botte ieri a Milano.
Per strada. Per caso. Per nessuna ragione. Aveva appena accompagnato il figlio in piscina.
Sulla sua via, ha incontrato un pugile, desideroso solo di trasformare il primo passante
nel ‘sacco’ dove svuotare i suoi pugni rabbiosi. Non un rivale, ma una preda inerme.
In una citta, dove nessuno mai vede o sente niente. Ne’ tanto meno interviene.
Distratta? spaventata?di corsa?omertosa? O forse cosi tanto egoista, da non soccorrere
una donna massacrata di botte?

Milano, la citta’ del pugile. E delle bolle di sapone. Mentre si discute della casualita’
del male, oltre che della sua banalita’, vorrei regalare bolle di sapone al figlio di Emlou.

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