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Quando Cossiga si mise a cantare…

Un tricolore e una bandiera della sua “prediletta” Sardegna sulla bara. Ma niente funerali di Stato. Addio a Francesco Cossiga, il presidente picconatore. Il presidente dei segreti.

Di Storiacce, ne ha vissute tante. E ne conosceva ancora di più, questo “pillolaro, incompreso”, “finto matto che dice le cose come stanno”, come amava parlare di sé. Simile a un “fool del teatro shaskpeariano”.  

“Quante botte ho preso per colpa sua”, è stato un commento girato oggi, via sms, tra ex ragazzi del movimento, quelli che nel ’77 erano in piazza.

Quando si mise a cantare, picconò il sistema politico. Come omaggio anche all’ironia di questo “sciamano della Prima Repubblica”- secondo la bella definizione di Filippo Ceccarelli per Repubblica- Radio24 ha ripescato tra l’altro la voce di Cossiga. Mentre intonava l’inno d’Italia.

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