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La Campania e i suoi “village” abusivi

Migliaia di stanze. Di finestre sulle strade. Di case, una accanto all’altra. Un intero quartiere, per centinaia di famiglie. Un intero quartiere interamente abusivo. Siamo a Casalnuovo, laddove l’hinterland napoletano sfocia verso i confini della provincia di Caserta.

Ci sono stati i rogiti, per quelle case. Ci sono state banche, che hanno erogato mutui. Ci sono stati tecnici, che hanno portato elettricità, gas e acqua. C’è tutto in questo quartiere. Ma non la licenza per esserci.  Nel giorno in cui ad Acciaroli, Cilento, migliaia di persone hanno salutato il sindaco-pescatore, Angelo Vassallo, ucciso forse per i suoi No alla camorra, è in un’altra provincia della Campania, e in tutt’altra faccia di questa mia regione che mi porta uno dei magistrati che conosce e combatte da anni la camorra: Raffaele Cantone (qui l’audio su Casalnuovo)

Ad Acciaroli, la frazione principale del comune di Pollica, un severo piano regolatore ha evitato il rischio di scempi. E impedito colate di cementi. E di affari. Altrove, nella Regione, interi quartieri sono sorti, sotto la luce del sole e davanti agli occhi di tutti, senza neanche porsi il problema del piano regolatore. “Alla camorra interessano figure come un assessore all’urbanistica, anche di un centro minore, ma economicamente strategico”, riflette Cantone (l’intervista a Radio24 nella puntata di domani di Storiacce. 13.30-sul delitto di Acciaroli). Perché non è sulle città, o non solo, che bisogna vigilare. Nella provincia, più distanti da osservatori e anche dai media (bisogna dirlo!) la camorra riesce con più facilità a infilare i suoi uomini. E le sue ambizioni. Cantone descrive questo quartiere di Casalnuovo, ma non è purtroppo affatto l’unico. Mi piacerebbe fare un censimento degli interi quartieri abusivi, spuntati in giro per la Campania. Quartieri, non una veranda o un piano. E neanche una casa isolata.

A Baia Domizia, ad esempio, provincia di Caserta, ultima località della Campania, ai confini col Lazio, camuffate tra le canne e gli arbusti dell’originario pantano prima della pineta, col tempo sono spuntate baracche. Diventate case. Con tutto ciò che serve. C’è chi lo chiama “Il Village“, visto che è alle porte di un centro turistico. E’ lontano dalle strade, ma tutti lo conoscono. Ogni tanto, i giornali locali denunciano il caso, il Comune di Sessa Aurunca blatera qualcosa, ma fino ad ora non c’è stato niente di concreto. Tutto resta uguale. Come le buche per strada o la scarsa manutenzione di un centro, dove d’estate ci sono migliaia di persone e che nonostante tutto e tutti, continua ad avere una pineta bellissima, spiagge larghe e una macchia mediterranea, come raramente ancora si trova.

Caserta e Salerno, due province della stessa regione, due facce opposte. Angelo Vassallo lo sapeva. E ci teneva a distinguere il suo Cilento dal resto. Tanto da dire con una provocazione: “Qui siamo tutti leghisti”.