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Altri spari libici: la guerra del pesce

Una pioggia di spari. Poi uno speronamento. E prima, c’erano già stati sei mesi di carcere. E la confisca- definitiva- del peschereccio.

No, non è il caso dell’Ariete. E’ un altro, parlo del Luna Rossa, un altro peschereccio di Mazara del Vallo, colpito a febbraio da spari libici. Laggiù, tra l’Italia e la Libia, c’è una guerra del pesce, in atto da anni, ormai. Una guerra a colpi di mitragliate, di diritti unilateralmente acquisiti da Tripoli. E di lacrime dei pescatori. Più lavoro a questa storia, più mi sembra diventi assurda. Come la reazione del Governo, onestamente.  Purtroppo.

Questo sabato- 18 settembre- Storiacce (13.30) si occupa di questa guerra del pesce. Con il racconto ai nostri microfoni del comandante dell’Ariete, Gaspare Marrone, ma anche con la testimonianza – drammatica-  di Domenico Asaro (cliccare qui per ascoltare una breve anticipazione audio dell’intervista), comandante del Luna Rossa.

Il suo racconto dell’ “agguato” subito a febbraio- 80 colpi alla barca e uno speronamento- ma anche dei sei mesi passati in carcere in Libia. E del dolore che ha portato alla morte il padre, quando quel peschereccio che aveva costruito con le sue mani, è rimasto sequestrato in Libia.

“Amo la vita del pescatore, ma ora quando sono in mare risento sempre le mitragliate”, confida Asaro. E nella voce di quest’uomo, abituato a sfidare onde e abissi, che immagino col viso sferzato dal vento come le rocce, c’è il tremore di un pianto troppo a lungo soffocato. E affiora una rabbia, per la solitudine che da quel giorno gli è rimasta addosso, quando naviga. “Nessuno è venuto in nostro soccorso” , denuncia.

Loro sanno di “sfidare”  Tripoli, oltrepassando quelle 70 miglia che il Colonnello ha acquisito ai suoi possedimenti, ben oltre le 12 universalmente fissate. Ma “lì il mare è più pescoso: in molte zone, il Meditterraneo sta morendo”, è l’sos di questo pescatore, che ama- nonostante tutto- il suo mare. Ma perché nessuno si preoccupa di lui e di tutti gli altri, che col mare vivono?

Il mare è troppo lontano da Roma?

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