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Il vento fa il suo giro

Il vento soffia – soprattutto – da Roma in giù. Girano le pale eoliche. E insieme all’ energia, girano non solo gli affari puliti. Ma anche le carte bollate dei tribunali, in un far west di leggi e di cosiddette “tangenti comunali”.

Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna le regioni con più impianti. E altrettante indagini della magistratura, insieme alla Calabria. C’è di tutto, dietro quelle pale che spuntano sui cucuzzolli delle montagne. Un mercato di autorizzazioni. Una giungla di norme, che cambiano a pochi chilometri di distanza. Un affare da molti milioni. Da Avellino, a Trapani, passando per la Calabria e la Puglia: l’ultima puntata di Storiacce è stata un’inchiesta sui cacciatori di vento. I giri dei loro soldi, i rapporti tra grandi multinazionali e piccoli faccendieri. L’ombra delle tangenti e di pressioni, per ammorbidire quelle leggi che vincolano l’istallazione degli impianti. Così ad esempio a Paola, in Calabria, i magistrati avevano scoperto che ad un certo punto il piano eolico era stato ribaltato, come ricostruisce uno dei pm Eugenio Facciolla.

Ma in questo viaggio tra ulivi, carte bollate e novelli mulini a vento, sono venute fuori anche quelle che in gergo ormai tutti chiamano le “tangenti comunali”: le richieste, diciamo borderline, che gli enti locali avanzano alle imprese, per lasciar costruire le pale. Non solo soldi, ma anche…auto per i vigili. E per fino un defibrillatore. Tutto può portare il vento, nel suo giro.

ps. L’audio della puntata di sabato di Storiacce sarà sul sito da lunedì. Lo dico agli ascoltatori che oggi mi hanno scritto, chiedendo come riascoltare la puntata.

pps. Ma a voi le pale eoliche piacciono? A me, vi confesso di sì. Questa foto l’ho fatta, in viaggio tra Campania e Puglia.