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expo e lupara bianca: la ndrangheta a Milano raccontata dal pm Nobili

“E’ una storia delicata e tragica”. Alberto Nobili e’ un magistrato di lungo corso e poche parole. E quando parla- poco- di Lea Garofalo, la fronte gli si increspa di rughe.
E’ questa l ultima storia- delicata e tragica- di cui si e’ occupato: il delitto di questa donna di ndrangheta, diventata collaboratrice di giustiizia, e per questo uccisa.
E uccisa dall ex marito e dai suoi gregari, come le indagini coordinate da Nobili hanno ricostruito pochi giorni fa.
“Ma la causa della sua morte e’ multipla’, dice Nobili, in un’intervista a Storiacce di questa settimana.
(Domani alle 13.30, sul sito c e’ gia una breve anticipazione)
Cos aveva rivelato Lea e davvero ero uscita volontariamente dal programma di protezione? Nobili proprio non
Vorrebbe parlare di quest’inchiesta, ma aggiunge comunque molti tasselli nella conoscenza della storia e della morte di Lea.
E di quel mondo di cosche che ha messo sempre più le mani su Milano. Chissa se Denise- la figlia di Lea e dell uomo che ne avrebbe voluto la morte riuscira a sentire quello che racconta Nobili).
Dalla droga, all Expo (“ci sono gia segnali di infiltrazioni e inchieste aperte”), dalla politica al turismo: “la presenza della mafia calabrese e’ radicata e ingombrante”, racconta Nobili, ripercorrendo anche i cambiamenti della loro presenza.
Dai tempi del sequestro Sgarella- di cui fu lui ad occuparsi- fino a questo caso di lupara bianca. “Ma non l unico qui”, precisa il pm.
Sembra ovunque l ombra della ndrangheta, ascoltando il lungo elenco di affari, investimenti e business in cui si e’ gettata.
Anche se qui, “non si respira l aria di mafia, non c e’ quella cappa” rispetto al cuore della Calabria, ad esempio.
Ma “e’ ignoranza o malafede dire che qui non c e’, viste tutte le indagini”, sbotta Nobili, che definisce “un depistaggio” o “campagna elettorale” certe dichiarazioni anche di uomini delle istituzioni, che negano la presenza delle cosche qui.
Nobili ha la stessa fiducia di Giovanni Falcone, nel credere che la sfida finale alla malavita alla fine sara vinta.
Per il momento, pero, a Milano la Direzione Investigativa Antimafia ha solo “9 uomini nel reparto dedicato al controllo degli appalti”.
E le volanti della polizia sono ferme in Questura, perche mancano i soldi per ripararle.

Ma il sole entra luccicante nell ufficio di questo magistrato. E la sua fiducia nello Stato e nella sua lotta al crimine resta intatta.

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