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Completo: sos discariche (quasi) chiuse. Per troppa monnezza

Completa. Tra poco anche Taverna del Re sarà piena. Di immondizia. Come a breve, succederà per Chiaiano. E con una fin troppo facile previsione, l’assessore all’Igiene di Napoli teme “un possibile aggravamento della situazione” della città: lì infatti finisce la monnezza del capoluogo. Com’è successo già nelle altre emergenze passate. 

8mila tonnellate sono state sversate fino ad ora a Giugliano. E già prima che il sito fosse rimesso in funzione – per tamponare quest’ultima crisi – la montagna di ecoballe accatastate a Taverna del Re erano come la proiezione di un destino. Il destino di un Comune, nella Terra dei Fuochi, e della sua gente. Che per questo ora scende in strada. Stanca.

Ma Giugliano è solo l’ultimo fronte dell’emergenza rifiuti. Prima c’è stato Terzigno, poi Chiaiano. E poi ancora Pianura. E non è un caso che i presidi dei cittadini restino, anche quando i giorni degli scontri e delle manifestazioni più chiassose passano. Ciascun quartiere ha la sua discarica, da sorvegliare. E una rotonda, dove protestare. In nome di un’unica battaglia- per una soluzione finalmente strutturale del problema- i vari fronti si stanno unendo: le voci dei ribelli anti-monnezza hanno attraversato l’ultima puntata (sabato scorso, alle 13.30) di Storiacce, quella di Nello e Titti da Giugliano, di Maria Rosaria, avvocato di Terzigno, o di Teresa e Susanna da Chiaiano. Ed è nata anche una rete, per tenere insieme tutti i gruppi, come ci racconta Nicola Capone, delle Assise di Napoli.

Ho sempre pensato che i campani da anni avrebbero dovuto scendere in strada, tutte le volte che le strade si trasformavano in un percorso a ostacoli tra la monnezza. Ho talvolta avuto delle perplessità- lo confesso- sulle manifestazioni contro le aperture delle discariche, perché mi sembravano ispirate alla classica sindrome del Not in my backyard, ovunque ma non nel mio cortile. 

Stavolta, mi sembra diverso: la popolazione di questi comuni rivendica il diritto ad un piano studiato e strutturato che sappia affrontare e risolvere davvero la crisi rifiuti. E non più solo l’ultima emergenza. Che va avanti da 15 anni.

Come sanno i frequentatori di questo blog, tutte le volte che sarà possibile cercherò di seguire l’evolversi della situazione. E le vostre segnalazioni, che già mi mandate via mail, sono sempre preziose.

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