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Gli ultimi giorni di Pompei

Un lenzuolo bianco sulle rovine. Proprio come il telo, che copre i corpi. Quelli dei morti, spesso uccisi. Scena non rara a Napoli e nei dintorni. Quel telo sulle pietre sgretolate della palestra dei gladiatori è un triste presagio. “Ed anzi è già un miracolo se i crolli fino ad ora non siano stati ancora più numerosi e più rovinosi”, commenta Carlo Gasparri, titolare della cattedra di Archeologia greco-romana, all’Università “Federico II”.

Il ministro – Sandro Bondi – ha assicurato che a Pompei i problemi “non sono i fondi, ma la loro gestione”. Ha smentito sue responsabilità nel crollo, e per questo non si dimette; ha rivendicato i lavori fatti e ha annunciato l’intervento di un nuovo gruppo di esperti. Compresa la sorella dell’avvocato Niccolò Ghedini. Dopo l’ultima emergenza, si tirarono fuori dal cilindro i commissari straordinari. Perché Napoli anche in questo è unica: qui le emergenze sono cicliche. E tornano, più puntuali degli autobus.

Così, sopravvissute a duemila anni di storia, tra eruzioni, guerre e saccheggi, le case dei pompeiani ora tremano davvero. Per piogge insistenti e terrapieni gonfi di acqua. Scosse dalle lentezze della burocrazia e dalle logiche della politica. Su Via dell’Abbondanza, si ha paura di un rischio domino, dopo il cedimento della Schola dei gladiatori.

Tutto questo, mentre si è continuato ad organizzare “eventi”: spettacoli e iniziative varie che facessero accendere i riflettori su Pompei. Come se servissero luci artificiali, per illuminare la più grande area archeologica d’Italia. Tra le più importanti al mondo. E’ qui, secondo molti esperti, uno dei nodi dell'”emergenza Pompei”: prediligere la logica dell’evento, a quella della manutenzione silenziosa e costante di canali, strade, campagne. “Attività lente, che non evocano splendori”, riflette amaro il professor Carlo Gasparri (cliccare qui per ascoltare l’audio dell’intervista), docente di Archeologia greco-romana alla Federico II di Napoli. In questa intervista, elenca alcune iniziative “discutibili” dei passati commissari, ricorda la fragilità di Pompei – “come di altri siti archeologici”- e parla di “scambi di milioni tra ministeri”. Anche intorno ad un’altra celeberrima Villa romana, ma ad Ercolano. Quella dei papiri.

ps. Sono in viaggio verso Napoli. E Pompei. Vi racconterò quello che vedrò.

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