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Caccia nel sottosuolo all’altro boss latitante. Viaggio sotto le sottane della Campania

Lo stanno cercando anche nelle fogne. E’ nel sottosuolo di Aversa che le forze dell’ordine stanno cercando l’altro superlatitante di camorra, Michele Zagaria. L’altro capo, dopo Antonio Iovine, catturato a pochi chilometri di distanza, nelal sua Casal di Principe. “Perché allontanarsi, vorrebbe dire abbanondare il potere”, commenta Federico Cafiero de Raho (qui un estratto dell’intervista andata in onda oggi alle 13.30), procuratore aggiunto della DDa di Napoli, che conferma a Stroriacce come “tra Iovine e Zagaria, anche di recente ci sono stati contatti. Anche i collaboratori lo rivelano. Contatti soprattutto per decisioni militari”.

Botole, cunicoli, bunker e nascondigli. Piccole stanze o ampi locali, celati dietro finti scalini, rubinetti o false pareti. I latitanti conoscono e “abitano” il sottosuolo della loro terra, come pochi altri. E nascondigli fantasiosi di ogni genere  sono quelli in cui ci ha portati il colonnello Carmelo Burgio, comandante dei carabinieri di Caserta. 

Sono come le ampie sottane di una vecchia matrona i sotterranei tufaceii di Napoli. E dell’hinterland. Hanno dato riparo alle famiglie in fuga, durante i bombardamenti della guerra. Hanno accolto i morti delle epidemie, che nessuno voleva. E da sempre coprono anche i latitanti. La Città alza la sua gonna. Senza distinzione, tra i figli della sua terra.