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Donne per le donne

 
 “Te ne starai lì a guardami bruciare. Ma va bene perché mi piace il modo in cui fa male.

Te ne starai lì a sentirmi piangere

Ma va bene perché amo il tuo modo di mentire

Amo il modo in cui menti”

“Non posso dirti quello che realmente  è

Posso solo dirti come ci si sente e adesso è come se avessi un coltello d’acciaio nella mia trachea

Non riesco a respirare quando ancora lotto e posso combattere”

Questi sono Eminem e Rihanna. Questa è “Love the way you lie”. Ed è diventata una delle canzoni simbolo della lotta alla violenza contro le donne. Come il viso tumefatto della pop star: gli occhi neri, il naso gonfio. Picchiata dal suo ex. Una storia, come quella di migliaia e migliaia di altre donne: e contro questa violenza, l’Onu ha voluto introdurre una giornata Internazionale il 25 novembre. A Milano, sarà ricordata lunedì 22 con uno spettacolo “Donne per le Donne”, organizzato dalla Fondazione Doppia Difesa.

Ma se Rihanna ha voluto trasformare la sua storia in un inno, quante donne subiscono e basta? Senza avere poi una canzone, per raccontare la violenza. O una denuncia, per vederla punita? Senza il coraggio di svelarlo ad altri e – a volte- quasi di ammetterlo a se stesse? Quante donne continuano solo ad incassare colpi, più dolorosi, perché spesso partiti da mani conosciute? E non di rado, ancora amate?

Su un punto, chi si occupa di questi temi è sicuro: la maggior parte delle molestie e degli abusi si consumano all’interno della casa. O della famiglia. Ma si proiettano poi sull’intera vita di quella donna. Come una gabbia.

E quanto spesso le molestie diventano poi violenze? Quando ad ottobre sono stata invitata al dibattito sulla Sicurezza delle donne a Verona, mi ero andata a guardare un po’ di casi di cronaca e…c’è un esplosione di arresti per stalking, di delitti preceduti da denunce non sempre adeguatamente seguite, di insistenze di ex che si tramutano in pedinamenti, minacce. Ossessioni. E parallelamente, in un bisogno di sicurezza espresso in corsi di autodifesa, vendita di spray al peperoncino. Il dibattito aveva fatto emergere anche un altro aspetto, molto interessante su cui tornerò presto in questo blog e in radio, nella mia trasmissione, sulla violenza per mano delle donne: il più delle volte, è diretta verso altre donne. A cominciare dallo stalking.

Ma la proporzione delle cifre è completamente diversa, perché in Italia l’Istat conta 6 milioni e 743mila donne, tra i 17 e i 70 anni, vittime di violenza fisica o sessuale. Un tema che non deve essere più un tabù. E deve spingere sempre più chi subisce a denunciare. In questa prospettiva, le giornate di sensibilizzazione servono. Come le testimonianze.

Il 25 novembre è stato scelto come la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne, in ricordo dell’assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal: cercarono di contrastare il regime del dittatore Trujillo nella Repubblica Dominicana. Per questo, sono considerate donne rivoluzionarie.

Per loro e per tutte le altre: Milano, lunedì, 22 novembre, Teatro Smeraldo. Spettacolo, in collaborazione con Zelig Ethic.