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Amarcord di una Napoli pulita. E “differenziata”

Roberto Saviano l’ha – giustamente- ricordato. E i “nostalgici” dell’era borbonica non se lo fanno sfuggire. C’erano tempi in cui Napoli era all’avanguardia. Nella raccolta differenziata dei rifiuti. “All’epoca degli spagnoli…” : quante volte i commenti sui mali della città finiscono così?

ANSA 3 – 24/11/2010 19.56.00 – >ansa-focus/rifiuti:neoborbonici, quando napoli era pulita

NEOBORBONICI, QUANDO NAPOLI ERA PULITA

FURONO I BORBONI A INVENTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA (ANSA) – NAPOLI, 24 NOV – Le strade spazzate prima dell’alba, raccolta differenziata del vetro, riciclo degli alimenti in eccesso, detenzione per i contravventori: e’ Napoli, ma quella di due secoli fa, quando era la citta’ piu’ pulita d’Europa, governata da Ferdinando II di Borbone magari con ‘feste, farina forca’ ma anche con precise norme sull’igiene. E per ricordare i suoi primati di civilta’, che sembrano oggi seppelliti dalla vergogna dei rifiuti, il Movimento neoborbonico di Napoli, chiede addirittura di istituire una ‘Giornata della memoria dei napoletani’ ”come quella del popolo ebreo”. ”Per non dimenticare chi eravamo prima dell’Unita’ d’Italia – spiega il portavoce del movimento, Salvatore Lanza, rilanciando l’appello di Carlo di Borbone – Il dramma-rifiuti e’ la conseguenza diretta e piu’ evidente di un problema antico: l’assenza di classi dirigenti adeguate per Napoli e per il Sud, di classi dirigenti che sappiano rappresentare in maniera dignitosa, fiera e consapevole i Napoletani e i meridionali in tutti i settori. Ma adesso via tutti, abbiamo toccato il fondo: devono dimettersi, chi e’ stato al governo e chi all’opposizione. I nostri governanti non amano ne’ conoscono il territorio, a differenza dei Borboni, hanno disaffezione e incompetenza. E sulla vicenda immondizia la camorra puo’ essere un alibi”. Ma che accadrebbe se oggi fosse ripristinata la legge dei Borboni che nel 1832 con una ordinanza di prefettura disciplino’ anche i panni stesi? E se nella Napoli della Iervolino e’ stata proibita la verdura a foglia larga, in 12 articoli duecento anni fa il leggendario prefetto Piscopo prescrisse ”l’innaffiamento delle strade” obbligando ”fittuari e proprietari” ma anche gli ambulanti a spazzare i propri spazi esterni gia’ prima dell’alba, ammonticchiare la spazzatura al lato delle abitazioni e separane i frantumi di cristallo. Vietatissimo, poi, era gettare dai balconi qualunque tipo di materiale e anche l’acqua dei bagni con pene che arrivavano fino alla reclusione nelle scomode carceri borboniche. Forse la soluzione del problema puo’ essere trovata nei libri di storia? Pare infatti che anche Goethe, nel suo viaggio in Italia, aveva avuto modo di ammirare gia’ nel 1787 il riciclo che si attuava tra Napoli e le campagne tutt’intorno. ”Ci avviciniamo alla celebrazione dei 150 anni dell’unita’ d’Italia, ma non vediamo cosa ci sia da festeggiare. I napoletani devono ritrovare l’orgoglio, non ci si puo’ abituare a vivere nell’immondizia” dicono i neoborbonici. (ANSA). YDU-CER

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