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Pompei e un rischio chiamato acqua. Ecco la mappa

Un nuovo muro cade. E ormai, non fa più notizia. Pompei si sbriciola, sotto il peso di tante e antiche colpe. A cui l’acqua, l’acqua della pioggia e delle infiltrazioni, dà solo forma e sostanza.

Acqua che da sempre rappresenta un nemico, per la malta con cui sono state costruite le domus pompeiane. Acqua da tempo studiata e fotografata, nei suoi effetti, da un gruppo di universitari campani. Che già ora, ad esempio, sanno quali sono le prossime costruzioni a rischio. Perché a dirlo, sono i satelliti e gli infrarossi termici, con cui dal 2007 mappano Pompei. Una radiografia, che porta ad una diagnosi a cui però- fino ad ora-  non ha fatto seguito una terapia. Si chiama Benecon il progetto universitario, attivo dal 2007 alle falde del Vesuvio. Ora interessa anche ad altri Paesi, che lo vogliono, per salvaguardare i loro monumenti.  “Una mappa del rischio noi ce l’abbiamo”, va ripetendo Carmine Gambardella, preside di Architettura alla Seconda Università di Napoli, che guida il progetto.

A Storiacce blog, la sorte di Pompei sta molto a cuore. E cercheremo di seguirla il più possibile, per questo due chicche per i frequentatori di questo blog, una foto- tratta direttamente dal dossier Benecon su Pompei – e la testimonianza di Gambardella, intervistato dalla collega di Radio24 Anna Migliorati.