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Ndrangheta, il peso delle donne. Il racconto del procuratore

Quanto pesano le donne nella ndrangheta? “Molto, più di quanto non sia nella mafia siciliana”. Parla anche dell’unica donna, che ha cominciato a collaborare- Giuseppina Pesce- il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, nell’intervista a Storiacce di questa settimana. Un’intervista che chiude il viaggio di una settimana, nelal primavera calabrese. Riflette sulle motiviazioni che hanno portato questa donna a parlare e sulle prossime che potrebbero farlo, ma parla anche degli altri collaboratori, di ciò che si è rotto nel muro di silenzi e collusioni nella provincia di Reggio Calabria- uno dei fortini delle cosche. Parla di quest’anno di minacce, ma anche di successi. E dei segnali “importanti” che arrivano dagli imprenditori, che iniziano a denunciare. Che si ribellano.

Un numero ancor più significativo, se si considera che solo 2 anni fa, non c’era nessuno. Tanto che il procuratore ci racconta un piccolo retroscena, che la dice lunga sulla situazione di Reggio. “Quando due anni fa comunicai al prefetto che un commerciante aveva denunciato in modo circostanziato il tentativo di estorsione, lui pensò fosse uno scherzo”. (Qui l’audio del racconto di quest’episodio: PignatoneDenunce)

Parla di questo e di molto altro ancora il procuratore Pignatone – compreso del “caso inquetante” del commercialista- Zumbo- che passava le notizie ai boss di ndrangheta- o dei “favoritismi” per il figlio di questo boss all’Università. E riflette soprattutto sul valore che manifestazioni e segnali di risveglio hanno, anche proprio nella lotta alle cosche. Domani, Storiacce, alle 13.30.

ps Ho avuto il piacere di intervistare e di conoscere personalmente il procuratore Giuseppe Pignatone. E uno dei tanti aspetti che mi lasciano sempre quasi incredula (di lui, come del procuratore aggiunto Michele Prestipino, passato insieme al suo capo da una parte all’altra dello Stretto)) è la straordinaria calma e serenità che mostra, nonostante le pressioni- pazzesche- le limitazioni- incredibili- le minacce e tutto il resto a cui è costretto. E poi, una bella dose di guizzi- tutti siciliani. E di ironia, che credo trapeli anche in questa intervista

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