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Il 2011 e un tram chiamato desiderio

Una luce, per ogni sogno da realizzare. E ogni speranza da riscaldare.

Una stella, per rischiarare il percorso di ogni nave che cerca il suo porto. Un piccolo faro, per chiunque si senta in mezzo alle onde del mare aperto. Un tram, come questo insomma, per portare a destinazione tutti i desideri.

In quel limbo che è la notte di Capodanno, ognuno- inevitabilmente, anche quando non vorrebbe, credo – ripensa a propri ricordi, belli e brutti dell’anno appena chiuso e nutre – in silenzio – speranze per quello che si sta invece aprendo. Rispolvera sogni, accarezza progetti, coccola desideri.

“Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore?”, chiede il venditore al passeggero, in una delle più belle operette morali di Giacomo Leopardi. “Credete che sarà felice quest’anno nuovo? ” “Oh illustrissimo si, certo”.  “Come quest’anno passato?” “Più più assai”. “Come quello di là?” “Più più, illustrissimo.” (…) 

Non appendo calendari e non credo agli almanacchi che assicurano meraviglie. Non scrivo bigliettini, nè tanto meno butto dalla finestre cose vecchie- come vorrebbe la tradizione della mia terra- per cercare di ingraziarmi il più possibile il nuovo anno. (nonostante, in genere, non nascondo una mia certa sensibilità alla scaramanzia) Non mi trastullo nell’ incanto dei fuochi d’artificio, che colorano il cielo di notte. Quella è solo una bella sorpresa, un’emozione. Lo so. Ma credo nei desideri e nella possibilità di realizzarli (talvolta). Credo soprattutto nella necessità di provarci. Credo nei fiori che nascono anche dal letame. Li ho visti spuntare anche nelle Storiacce, raccontate e vissute da anni ormai, nella mia rubrica al sabato su Radio24. E allora voglio condividere con tutti voi, frequentatori di questo blog e ascoltatori delle mie Storiacce, questo tram. Chiamato desiderio. Un tram che ha attraversato in questi giorni le strade di Milano. E mi piace pensare che ciascuno possa aver fatto salire a bordo un suo sogno. E che nel frattempo, abbia sorriso. Come è capitato a me, quando ho fotografato quest’epifania di ferro e luci.  Benvenuto 2011!