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On the road: vita da senza casa

Quanto è facile ritrovarsi per strada? Molto. Molti di più di quanto ciascuno possa pensare. Molto di più di quanto un tempo avvenisse. Basta andare in giro nelle strade di qualsiasi città. Per capire quanto si sia allargato il “mondo dei senza”. E quanto sia vicino alle nostre case – troppo riscaldate- alle nostre pattumiere, piene spesso di cibi andati a male. Di vestiti, non indossati, che ingolfano i nostri armadi. Ma quanto è facile passare da un mondo all’altro? Basta inciampare in un ostacolo non previsto, per cadere – come nella botola di Alice-  in un Paese, che è l’opposto delle meraviglie. Basta la perdita di un lavoro, un investimento sbagliato, un mutuo che si trasforma in pignoramento, un problema di salute. Non sono sempre stati in quel mondo- i nostri homeless. Ma ci si sono ritrovati.

Quando ero piccola, tutte le volte che giravo per certe strade di Napoli, le lacrime mi bloccavano la gola. Soprattutto a Natale. E a volte quasi non volevo più andarci. Vivevo la mia spensieratezza- e la mia allegria. E quelle mani tese, a chiedere l’elemosina mi turbavano. Mi spegnevano il sorriso. Ora le loro vite sono lì, e ciascuno le incrocia più volte ogni giorno, nelle strade del nostro shopping, nelle stazioni dei nostri viaggi, nelle gallerie piene di uffici e ristoranti. Sono lì, con quei vestiti lisi e gli occhi spenti. Sono lì e non è più possibile neanche immaginare di non incontrarle. Perché sono troppe. Perché ci appartengono, perché basta uno scherzo del destino per ritrovarsi all’improvviso lì. Come in una “Poltrona per Due”, l’immancabile pellicola di ogni Natale. E se all’improvviso ci ritrovassimo fuori dalla nostra attuale vita, senza accorgecene quasi? A me, un brivido mi attraversa.   

ps. Le due foto le ho scattate a Napoli, in via Medina (homeless, per di più circondato dall’immondizia) e in piazza Missori, a Milano (più che un senza casa, l sos di chi-forse- potrebbe rischiare di diventarlo. Basta guardare solo il numero di sfratti che aumenta. Ecco gli ultimi dati di Cgil e Sunia: Roma (8.729, il 72,8% per morosità) seguita da Firenze (2.895, l’8′,2% per aver ritardato i pagamenti) e da Napoli (2.722).  Milano (2.574), Torino (2.296), Brescia (1.825), Genova (1.576), Bologna (1.566), Modena (1.514) e Bari (1.097).