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La battaglia dei testimoni di Giustizia

“Ero uno studente di medicina, quando sono stato inserito nel programma di protezione, ho dovuto lasciare la mia città e i miei studi. Da allora, la mia è stata una non vita”. 

“Ero un sindacalista, un funzionario con una certa carriera, mi occupavo di politica, avevamo amici e parenti, abbiamo dovuto troncare tutto”.

Quando raccontano la loro storia, parlano tutti al passato. Perché tutti, ad un certo punto, hanno visto la loro vita ribaltata. Nel momento in cui da semplici cittadini sono diventati testimoni di giustizia. Come nel caso di Ulisse- nome di battaglia di un napoletano qualsiasi- che non esitò a denunciare, il giorno in cui il destino e il traffico della tangenziale lo fecesero assistere ad un delitto. Alcuni hanno denunciato feroci killer (come Piera Aiello, cognata di Rita Atria, che si uccise dopo la strage di via D’Amelio) o spietati boss (come i fratelli Graviano- indicati da Giuseppe Carini dopo il delitto di don Puglisi a Palermo), altri hanno indicato i loro estorsori, rendendo possibili arresti e inchieste. Ma tra loro- i 70 testimoni di giustizia riconosciuti dalla Commissione del Viminale – serpeggia un malumore sempre più profondo. Che hanno condiviso in incontri e riunioni. Alcuni hanno proprie cause pendenti col Viminale, tutti stanno portando avanti una battaglia per l’approvazione- ad esempio- dell’emendamento (Lumia-Napoli), per l’assunzione dei testimoni nella pubblica amministrazione. Una battaglia- per migliorare la legge del 2001 e le vite di tutti i testimoni- portata avanti con costanza dall’ Associazione Rita Atria e dalla passione – e determinazione – di chi l’ha fondata, come Nadia Furnari- studentessa nel ’98. 

“Con una diversa condizione, forse aumenterebbero anche i testimoni”, riflette con Storiacce Vincenzo Conticello- dell’Antica Focacceria di Palermo, mentre racconta di quei “4 imprenditori milanesi che gli riferirono di preferire mettere a bilancio il pizzo, piuttosto che l’incertezza di una denuncia”. La “class action” dei testimoni di Giustizia – e il loro racconti – è il tema dell’ “INCHIESTA DI STORIACCE”*, in onda oggi alle 13-30 all’interno di Italia in Controluce. Ascoltatela, poi ne riparliamo: su Storiacce blog, posterò anche l’audio con le testimonianze integrali. 

*E’ una della novità di Storiacce, che dopo 5 anni di vita, cambia. Resta sempre al sabato la mia rubrica- fissa- OGNI SABATO ALLE 13.15- ma ci saranno anche Le Inchieste di Storiacce (all’interno di Italia in Controluce), talvolta i Reportage (sempre col nostro marchio). E poi, non dimenticate, le Storiacce d’autore- la domenica alle 15.05, con gli scrittori di noir.

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Ultimi commenti

  • Raffaella 10 marzo 2011 / ore 17:08

    vedo in ritardo i vostri commenti. Segnalatemi pure tutte le storie, continuerò a seguirle con piacere. RC

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