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Il Quirinale, l informazione. Le Storiacce

 

“Signori, il presidente della Repubblica…” L imponente porta si apre, le guardie d’ onore statuarie fissano la platea, tutti ci alziamo in piedi. Eccolo Giorgio Napolitano, tra i fasti del Salone dei Corazzieri. Di fronte a lui, la stampa italiana. 

La giornata dell’ Informazione e’ caduta quest’ anno nel bel mezzo dell’ ultimo ciclone giudiziario che coinvolge il premier, con accuse pesanti e retroscena imbarazzanti. E la cronaca giudiziaria diventa anche per questo il leit motiv delle riflessioni, prima nei capannelli in sala- in attesa dell’ ingresso del capo dello Stato- poi negli interventi ufficiali. “No all’ ossessiva ripetizione di certi temi”, ammonisce il presidente emerito della Consulta, Riccardo Chieppa, che fa riferimento al caso di Avetrana, ricorda il codice di autoregolamentazione e invoca misura, per non trasformare in processi soprattutto le trasmissioni televisive. La cronaca giudiziaria viene raccontata come un campo minato, dove ciascun giornalista deve trovare la sua strada e dove anche il rischio di “minacce”- si ricorda-  e’ forte (su questo tornerò in altro post sulla giornata al Quirinale). E alla stampa, ma anche alla politica, manda il suo fermo messaggio il capo dello Stato.  Ammonisce i primi, a “una verifica della deontologia” e a trovare “un equilibrio tra diritto-dovere dell’ informazione e rispetto di privacy”, i secondi a “evitare esasperazioni, strappi mediatici e conflitti istituzionali”. Ciascuno ascolta e ciascuno trova qualcosa su cui riflettere nelle parole di Napolitano, a cui pochi istanti prima era stato consegnato un tesserino ad honorem dell’ Ordine dei giornalisti. (“Da giovane, desiderava fare il critico letterario per la stampa”, ricorda il presidente dell Odg, Enzo Iacopino ). Le parole restano sospese tra le preziose mura di questa sala del Quirinale. Radio24 e’ in terza fila al centro: da una parte ci sono io, poco più in là il direttore, Fabio Tamburini. 

 

Avanti a me, ci sono anche alcuni dei protagonisti delle ultime “tensioni” in Rai: c e’ il presidente, Paolo Garimberti, c e’ Sergio Zavoli (che chiacchierando mi ha detto che “radio24 fa un ottimo lavoro”), ci sono direttori e conduttori di molte trasmissioni e tg rai (Floris, Vespa, Annunziata, Minzolini, Berlinguer, Orfeo, Mineo, Preziosi),  c e’ Gianni Letta, come Paolo Bonaiuti e Massimo D Alema. Ci sono poi Enrico Mentana (che ho anche ringraziato per aver citato un’intervista di Storiacce nel suo tg), Lilli Gruber, Carelli (Sky-Tg24) e poi molte colonne della carta stampata da Eugenio Scalfari al nostro Stefano Folli, da Mario Calabresi a Giulio Anselmi a Massimo Gramellini (di cui vi farò ascoltare l’intervento) a tanti colleghi noti per le loro firme (Bonini, La Licata, Lirio Abbate) più che per i volti. Doveva esserci anche Ferruccio de Bortoli.

Non lo nascondo, per me e’ stata un’emozione stare lì. Bella! Lusinghiera! Ma anche un’occasione di riflessione, sull’ importanza, la delicatezza e la difficoltà del mestiere di giornalista. Che nonostante tutto e nonostante la retorica resta uno dei più importanti in ogni Paese libero. 

*Tornerò tra poco sul caso Ruby e le parole di Napolitano, per avviare una riflessioni con voi. E vi proporro’ anche la mail di un’ascoltatrice.