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2-Ruby, un’ascoltatrice, l’informazione. La risposta

Lettera aperta ad un’ascoltatrice di Storiacce, su Ruby, il premier, l’informazione

Cara Marisa,

grazie per la sua mail, che credo possa diventare un interessante spunto di riflessione su un’inchiesta-spartiacque. Spartiacque nel rapporto politica/magistratura, come nell’ informazione. Lei mi scrive “basta col gossip”, e richiama l’ immagine “dei capannelli fuori dalla chiesa”.  E questo è il punto principale, su cui mi permetto di dissentire. Le vicende di feste e festini di Arcore sono state raccontate, perché atti di un’inchiesta della magistratura. Non pettegolezzi. Quelle dichiarazioni e quelle intercettazioni sono state riportate perché agli atti di un’indagine, in cui si contestano gravi reati al premier. E qui veniamo al secondo punto. Oltre ad essere una concreta indagine di una Procura (ovviamente ancora tutta da sottoporre al vaglio dei giudici e che quindi potrà essere confermata come smontata), non riguarda un personaggio qualsiasi, ma il capo del Governo. Un alto rappresentante delle istituzioni. E un’indagine che lo coinvolga è una notizia. Quindi qualcosa di cui i giornalisti hanno il dovere di rendere conto, insieme alle repliche della difesa, a cominciare dalle indagini difensive. Lei mi scrive “è un attacco a Berlusconi”: io le rispondo che dalla mia prospettiva questa è “solo” un’indagine- importante e delicata, sì – ma da seguire come tutte le altre. Nei suoi passaggi e nei suoi atti. E qui veniamo al terzo punto che credo differenzi quest’inchiesta da tutte le altre che hanno anche in passato coinvolto il premier (Mills, a Mediaset, ad esempio): qui si tratta di ragazze, soldi, di un’ex minorenne e di una telefonata notturna in Questura. L’indagine riguarda questo e consta di verbali, intercettazioni, verifiche fiscali e celle telefoniche, volte a verificare questo. E quindi, per raccontare sulla base di che cosa i pm muovono contestazioni al premier, è questo non altro che bisogna raccontare. Perché questo c’è in quel fascicolo. Non è (solo) voyeurismo mediatico. E ora sono io a rivolgerle una domanda. Su quest’indagine, si è inasprito ulteriormente lo scontro tra politica/magistratura, quindi tra poteri dello Stato. Interessa – dunque – sapere da dove nasca questo scontro? Io credo di sì, anche se l’origine affonda nelle pieghe di feste private e nelle forme di donne, che “usano il loro aspetto per trarre vantaggi. Se una ragazza fa quella vita non credo sia obbligata”,  lei mi scrive. E su questo sono completamente d’accordo con lei. C’è un mondo di donne- come ho scritto tempo fa in un servizio di copertina di IL-mensile del Sole24ore – che col bunga bunga non hanno nulla a che fare. E non perché sono brutte.

Quanto ai media, è nostro compito  “trovare un equilibrio”,  non trasformare “accuse in sentenze” e “programmi in tribunali”, come è stato ricordato venerdì scorso al Quirinale, nella giornata dell’Informazione. Compito dei media è “rispettare quell’equilibrio tra il diritto/dovere all’informazione e quello alla privacy”, ha ammonito il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, come ho sentito dalle mie stesse orecchie. E questo è un principio che sottoscrivo in pieno. In quest’inchiesta, torno a dirlo, sono gli atti dell indagine- ufficiali, notificati alle parti, non pettegolezzi  sottovoce- ad entrare in feste private. Oltre al fatto, come obietta un altro ascoltatore Massimo, che la dimensione pubblica del premier cambia e assottiglia anche la sfera privata. Grazie ancora per la sua mail, che mi ha dato un’altra occasione di riflessione.

Raffaella

ps Cosa c’entra Lady Oscar? E’ sotto tutti i punti di vista l’anti Bunga Bunga.