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Milano nella nebbia, “Ti voglio credere”

Quando la nebbia è fitta, anche il giorno fa fatica a spuntare. Ed è in quel limbo, che le forme si confodono. E le certezze si attenuano. Quando c’è la nebbia, Milano sembra sedersi a pensare. Calata la tenda su quel che c’è intorno. Il frastuono del bunga-bunga, le infiltrazioni dei boss, la crisi dei consumi. Quando c’è nebbia, Milano è costretta a guardare dentro di sé. Come fa Maria Dolores Vergani nell’ ultimo libro di Elisabetta Bucciarelli– “Ti Voglio credere“. Milano, come Maria Dolores, ha bisogno di un ostacolo per fermarsi.

E’ la sospensione dal lavoro a costringere l’ ispettrice, protagonista seriale dei libri della scrittrice meneghina, a stare con se stessa e compiere uno sforzo di memoria. L’ ispettrice deve ricordare cosa e’ successo- sul finale del precedente libro, Io ti perdono– e i fantasmi che agitano i suoi pensieri stridono con i colori di fiori sempre freschi, intorno a sé. Come il luccicchio di certe vetrine sembra far rimuovere le ansie della crisi, nelle strade di Milano.

L’ ispettrice e la città che le fa da sfondo mi sembrano in questo momento compiere un percorso parallelo: nella paura-improvvisa; nell’ ansia di non riconoscersi più. I valori della Vergani – la Giustizia e la Verità – sembrano messi in dubbio, come quelli di Milano: la solidarietà, la partecipazione civile, la sobrietà. E l’ una, come l’ altra, sembrano avvolte da una fitta nebbia, in cui le forme non sono mai come appaiono da lontano. A Milano, le vittime delle logiche mafiose non denunciano (come succede a Reggio Calabria), così come i testimoni dell’ aggressione a un tassista non parlano. Dove si dirige Milano? E la Vergani come uscirà da quest’ indagine su se stessa, vissuta attraverso casi inquietanti che richiamano veri fatti di cronaca?  Ti voglio credere e’ anche la storia dei corpi di alcune donne-e delle loro tribolazioni- altro specchio di questa città: e anche in questo, l’ ispettrice col destino scritto nel nome diviene’ l occhio della Bucciarelli sul mondo. A cominciare dalla sua città.

Per questo, e’ Milano soprattutto il filo conduttore di questa chiacchierata ( fatta in realtà qualche settimana fa) di Storiacce blog con Elisabetta Bucciarelli, dopo la sua vittoria al premio Scerbanenco (tra i finalisti, diversi gli scrittori delle nostre Storiacce d autore). Strattonata da mille urgenze di cronaca, solo ora riesco a pubblicare questo post. Solo dopo gli ultimi giorni di nebbia in città, condizione ideale per accompagnare la Vergani nella sua indagine.

In questa chiacchierata, riflessioni su Milano, la paura, la mafia. Ma anche un elenco delle cose belle e brutte della città e un’anticipazione sulle prossime avventure della Vergani. Qui la prima parte Bucciarelli1 (cliccare per l’audio), qui la seconda Bucciarelli2

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