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Morti sul lavoro: l’inchiesta di Storiacce

L’ultimo si chiamava Giorgio: è morto carbonizzato nel suo deposito di bibite. Prima, è toccato a Franco, agricoltore di 71 anni. Poi a Luca, Chorfi e Massimo. Una sola giornata ne ha portati via in sei, da Policoro a Torino, passando per Cagliari, Bologna e Caserta. Aspettando i dati ufficiali dell Inail, a fine gennaio- secondo la stima dell’Osservatorio indipendente di Bologna- i morti sul lavoro sono stati 60, più del doppio dei primi 31 giorni del 2009. 60 vite stroncate. 60 lutti privati, per un dramma nazionale, che non sembra diminuire. Ma che anzi sembra contagiare nuovi settori: i cosiddetti servizi e anche la pubblica amministrazione. 

Per queste “Inchieste di Storiacce” – andate in onda oggi su Radio 24 nella rubrica “Italia In Controluce” – siamo entrati nei cantieri di grande opere e nelle pieghe di uno dei più gravi drammi sociali nostrani: le cosiddette morti bianche, anche se di candido non hanno nulla. Se non il colore del silenzio. L’inchiesta parte dal caso Bologna- 6 morti in un solo mese, in una Regione tradizionalmente attenta a questi temi. Lì è appena stata anche la Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro. “I subappalti, la scorsa formazione (soprattutto degli stranieri) e forse la crisi”, sono le possibili cause indicate dal presidente della Commissione, Oreste Tofani (Pdl).  Abbiamo fatto anche un giro in alcuni grandi cantieri milanesi e vi facciamo sentire le voci (e qui la foto) di alcuni operai, sui ponteggi senza protezione. Dai sindacati (con Alessandro Alberoni-Cisl Bologna), ai magistrati – con il giudice milanese Bruno Giordano, che denuncia: “sono gravemente in aumento i processi per infortuni e malattie professionali nella pubblica amministrazione. C’è il paradosso- dice- che lo Stato che controlla la sicurezza altrui, al proprio interno talvolta non è sicuro”. In attesa della sentenza al processo Thyssen Krupp (a marzo) – che gli addetti ai lavori considerano “uno spartiacque”, vista la contestazione ad un imputato di omicidio volontario, per dolo eventuale – proliferano i processi alle aziende per 231, la legge sulla responsabilità amministrativa. Ne parliamo con l’avvocato milanese, Massimo Montesano, come del click day dell Inail, per finanziare progetti sulla sicurezza. Ma dietro le cifre e le riflessioni di questo dramma nazionale- ci le vite spezzate. Le famiglie distrutte. Le storie delle tante- troppe- vittime sul lavoro. Storie, come quella di Andrea, morto nel 2006. La mamma, Graziella Marota, neo cavaliere del Lavoro ha trasformato la sua tragedia privata, in una battaglia. E ha scritto una lettera aperta, che ci lege. Ecco la voce di Graziella (cliccare per l audio)

*La prima foto, operai sui ponteggi senza casco. La seconda, solo, un grande cantiere: uno dei grandi cantieri di Milano. Una nota personale, sono affascinata dalle gru, credo siano fotograficamente bellissime. Anche se amo soprattutto quelle dei porti.