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I buchi neri del caso Rostagno- le “Inchieste di Storiacce”

La voce di Mauro Rostagno era un altoparlante sugli affari sporchi delle cosche e gli intrecci tra mafia, politica e massoneria. La voce di Mauro Rostagno, Cosa Nostra l’ha zittita il 26 settembre 1988, con una pioggia di proiettili. La voce di Mauro Rostagno dava fastidio ai boss, ma non solo. Perché forse stava per raccontare – dagli schermi della sua tv Rtc – un traffico di armi dall’Italia alla Somalia.

Il delitto Rostagno, un mistero e ora – 23 anni dopo quell’omicidio –  anche un processo contro i boss Vito Mazzara e Vincenzo Virga.  Aperto la settimana scorsa a Trapani, il dibattimento riprenderà il 16 febbraio con i primi teste e i tanti lati oscuri.

Buchi neri che uniscono il caso Rostagno, l’ omicidio di Ilaria Alpi e la latitanza dell ultimo super boss di mafia, Matteo Messina Denaro. E questi buchi neri sono la trama dell’ “Inchiesta di Storiacce” di questa settimana, in onda domani alle 13.30 – all’interno di “Italia in Controluce”. Oltre all’intervista al rappresentante dell’ accusa, Antonino Ingroia- che avete già ascoltato sabato in Storiacce – oltre agli audio storici e la voce dello stesso Rostagno – ci sarà la testimonianza di Achille Saletti, presidente della comunità Saman, fondata da Rostagno e ci saranno le ricostruzioni e le deduzioni sul delitto fatte all’epoca da Rino Germanà, attuale questore di Forlì-Cesena, il primo teste sentito nella prossima udienza, il 16 febbraio. Germanà è anche uno dei pochi a conoscere l’ultimo superlatitante di mafia, Matteo Messina Denaro, che partecipò all’agguato contro di lui. Anche di questo- e di episodi inediti della vita del’ ultimo padrino in fuga- si compongono le “Inchieste di Storiacce” di domani