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Mill e il “Saggio sulla Libertà”

La verità “è realmente nota soltanto a chi ha dedicato un’attenzione uguale e imparziale alle opposte ragioni, cercando di vederle il più chiaramente possibile. Questa disciplina è così essenziale a una reale comprensione delle questioni morali e umane che se una verità fondamentale non trova oppositori è indispensabile inventarli e munirli dei più validi argomento che il più astuto avvocato del diavolo riesce a inventare”. 

Ha portato una copia del “Saggio sulla Libertà” di John Mill il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, incontrando i giornalisti dopo la richiesta di rito immediato avanzata per il premier.

E’ un saggio tanto denso, quanto esile, questo del filosofo inglese, da lasciar decantare e poi assorbire frase per frase. Nelle sue considerazioni sulla libertà di pensiero, sui limiti della società e dell’ individuo, sulla necessità del confronto e della dialettica. Mill cita Socrate e Marco Aurelio. Avevo riletto questo piccolo saggio – che mi era stato suggerito da un caro amico di grandi e raffinate letture, Ermanno-  quando la scorsa estate mi avevano chiesto di partecipare alla maratona di lettura contro le ipotesi di legge, dibattezzata “bavaglio” .

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