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Tempo di…tintarella fotovoltaica

E ora tutti a caccia di sole! Dopo aver inseguito ogni scirocco o libeccio, ora sono le colline di vetro la nuova frontiera d’investimento. Calamita però – con gli specchi di luce – tanto del calore, da trasformare in energia pulita, quanto degli interessi delle mafie. Sporchi. Mafie richiamate dal luccichio dei finanziamenti pubblici.

Dietro il business dei pannelli solari, c’è però anche il sole guasto delle truffe di ogni genere. Un sole nero, che sporca le buone intenzioni delle energie rinnovabili. Il fotovoltaico è il tema dell’Inchiesta di Storiacce- in onda domani alle 13.15 su Radio 24, a conclusione di una settimana che abbiamo dedicato a questa forma di investimento. Dalla Sicilia, con i movimenti delle cosche per comprare i terreni, alla Puglia- con gli impianti che abbronzano i secolari ulivi del Salento. Dalla storia dei 4 fratelli sardi, svaniti con i soldi di 107 imprese e con i buoni intenti di investire nel sole, al sequestro di 3 impianti siciliani, che avevano avuto finanziamenti pubblici per 10 milioni di euro, ma mai entrati in funzione. Dopo l’eolico (su cui Storiacce ha dedicato già un’inchiesta, ne ritrovate tracce anche nel blog), tanto le cosche quanto i furbetti si gettano a capofitto nel fotovoltaico. E nei lauti incentivi statali, rischiando di sporcare la giusta spinta verso le energie rinnovabili. Tornerò sul fotovoltaico nei prossimi giorni, facendovi ascoltare anche il resto delle interviste che non andranno in onda domani.

“Il metodo delle cosche è lo stesso del sacco di Palermo”, avverte Maurizio De Lucia, dalla Procura Nazionale Antimafia. “Ci sone zone in cui i pannelli sono messi senza criteri, ci sono gravi rischi ambientali”, ammonisce il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta. Oltre a queste, in Storiacce interviste al senatore Pd Beppe Lumia e al col Fabrizio Martinelli, del Comando Generale della Gdf.