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Voc ‘e Notte. Mandolini “sotto la cenere”.

In certi vicoli, anche il sole- a volte- fa fatica a passare. Ma poi, all’improvviso, anche lì, attraversi un arco, giri in una stradina, superi una teoria di imponenti palazzi e la luce ti inonda. Ti sorprende. E’ allora che a Napoli, la malinconia si carica di gioia. E il ritmo aumenta. E nella nostalgia dei pensieri solitari si inserisce il tripudio delle voci collettive. Tristezza e solitudine si stemperano in un coro che, “intender non lo può chi non lo prova”. E la voce di Napoli è un mandolino. Logorato dalle etichette del marchio turistico, si è perso un po’. Ma stasera il suo richiamo mi ha riportato nel corpo della mia Napoli. Nell’elegia della sua storia. Sono appena tornata da un concerto all’interno del Conservatorio San Pietro a Majella- nel “cuore della Napoli greca”, come anche il tassista non ha esitato a ricordarmi. Dopo giorni di vacanze campane, sono ora qui a seguire il Convegno Nazionale del Fai- Fondo Ambiente Italiano: “Sotto la cenere”.  Titolo perfetto per un congresso a Napoli. Città di cenere, di buchi, di braci, di ustioni e di calore. Come forse molti ascoltatori di Storiacce e di Radio24 ricorderanno, vi ho più volte portati anche nel sottosuolo dell’antica Partenope (nell’archivio dei reportage- trovate tra l’altro la registrazione del reportage “La Terza Città”). E anche per questo, forse, questo titolo mi affascina. L’ultima volta che ero stata inviata a Napoli, era nel pieno dell’ultima emergenza rifiuti e dei crolli di Pompei. Ora la situazione mi sembra diversa. Stasera la sirena ammalia con ogni sua luce. E canto. Che è di sicuro quello di un mandolino. E allora, voglio fare un regalo ai lettori di Storiacce blog. Ecco qui (cliccare per ascoltare Mandolini) – quasi in tempo reale- un breve estratto dal concerto di un quartetto, eseguito da studenti del Conservatorio (Salvatore Della Vecchuia, Claudio Caliendo, Eduardo Robbio, Lorenzo Marino). Hanno suonato e risuonato. E la sala gremita continuava a chiedere il bis. Alla voce della Sirena nessuno sa resistere

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