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Il miracolo della Sanita’: quando la cultura fa ricchezza. A cena nelle catacombe di Napoli col Fai

 Scendi un centinaio di gradini e ancora una volta non capisci più, “dove finisca il mondo dei vivi e cominci quello dei morti”. Scendi un centinaio di gradini, tra giardini segreti e storie stratificate, e ancora una volta capisci che “i miracoli esistono. E la bellezza vince sempre sull inferno”. Ha il colletto allentato e un sorriso enorme sul viso, don Antonio Loffredo, mentre svela i segreti del suo “miracolo alla Sanita’”: il miracolo di salvare insieme edifici e persone di uno dei quartieri più difficili della città. E cosi’ e’ uno dei luoghi più antichi di Napoli – le catacombe con le basiliche paleocristiane – a tendere la mano a gruppi di giovanissimi, riuniti nella cooperativa “La Paranza” nata con la missione di promuovere la storia e l’arte del quartiere. Questo e’ uno dei più begli esempi della cultura, che porta ricchezza, dando lavoro a decine di ragazzi tolti dai vicoli di un quartiere ad alta dispersione scolastica,forte poverta e altrettanta delinquenza e allo stesso tempo facendo quasi triplicare in pochi mesi il numero delle visite: da 6.900 nel settembre 2009 a 20489 a giugno 2010. Cosi, la discesa nelle catacombe di Napoli e’ stato il culmine-perfetto- della tre giorni ai piedi del Vesuvio del Fondo Ambiente Italiano, all’ insegna della ricerca della brace “Sotto la cenere”, titolo del congresso nazionale.
“Perchè è un insopportabile qualunquismo dire che la cultura costa”, ha ripetuto più volte la presidente Fai, Ilaria Borletti Buitoni, che non ha nascosto la sua commozione, quando-dopo la visita di quest’ antico luogo di sepoltura dove giacque anche la salma di S.Gennaro-presenta l orchestra di don Antonio all interno della Basilica di S.Gennaro extramoenia, adibita ad eccezionale mensa.
    

La cultura porta ricchezza, anche nei luoghi più impervi, ha dimostrato il Fai con la sua storia di recuperi di siti archeologici, iniziative e battaglie. Contro il cemento, gli abusi, i condoni. A difesa dell arte, l’ ambiente e il paesaggio. Un paesaggio che alla Sanita e’ fatto di strati sovrapposti di storia, delle costruzioni e delle persone. Storie di splendori e decadenze. Di arte e degrado. Di cultura e di delinquenza. E il passato del rione, lontano, tortuoso, stupefacente, lo si percepiva nella soddisfazione dei genitori dei piccoli musicisti che hanno aperto con l’ iNNO d’Italia (ecco l’audio) il loro concerto. O nelle guide, che accompagnavano nella visita e invitavano “a tornare”. O ancora nei fiori di ferro lasciati a gentile omaggio dai ragazzi della Iron Angels, altra cooperativa, che con decine di passerelle di ferro ha trasformato le Catacombe in un posto senza barriere e ha curato l’ illuminazione del sito. La soddisfazione di un successo raggiunto era ancora nella cura delle decine di camerieri, che hanno seguito la cena per quasi 500persone all’ interno della Basilica. “Raccontava mia nonna che quando si imbandisce la tavola gli angeli scendono e si mettono in ginocchio”, ha detto don Antonio, rassicurando gli eventuali ospiti esitanti (direi alla fine nessuno) nel vedere tavoloni apparecchiati nelle navate della Chiesa. “Io non ho ne’ suonato, ne’ cucinato, ne’  lavorato il ferro”, ha risposto questo vulcanico prete-manager, a chiunque si complimentasse per l’ iniziativa e la serata. Sarà anche vero, ma di sicuro lui ha dimostrato che “se chi spera nella condizione umana e’ un folle, chi dispera- scriveva Camus- e’ un vile”. Perche’ “bellezza e cultura vincono sempre”, avverte Marco Magnifico, direttore Fai, che nel pomeriggio- al convegno, aveva ripercorso le numerose sfide per sottrarre a pioggia, incuria e rischio saccheggi gioielli di cultura. E vincono anche sulla criminalita organizzata, se invece di trasportare droga i ragazzi della Sanità ora accompagnano turisti e arricchiscino ” l’ Officina dei Talenti” di don Loffredo.    

chiostro S.Gregorio Armeno

 

Braci sotto la cenere. Luci, dopo l’ombra.    

Ps Vi portero di nuovo nei prossimi giorni-su Radio24-  nel sottosuolo di Napoli, in un reportage di braci, cenere, arte e storia d Italia.

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