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Stretta su sole e vento. Il decreto del Governo

Più controlli per i produttori di energie rinnovabili. E chi imbroglia, verrà esonerato per 10 anni da nuovi incentivi. Il Governo porta domani in Consiglio dei Ministri un decreto sulle rinnovabili (sotto la sintesi), i produttori attaccano e lo considerano “un blocco al futuro”. E sempre di più ombre si allungano sulle rinnovabili. Sui fronti che Storiacce ha approndito di più, la nuova stretta del Governo “laverà” di più quelle energie, non sempre evidentemente del tutto pulite? Sull’ eolico, soprattutto, sono fiorite – insieme alle pale – indagini di vario tipo- tra truffe e infiltrazioni- e a più latitudini, come Storiacce ha raccontato in un’inchiesta di Ottobre, ritrasmessa- in sintesi venerdì scorso anche da Focus Economia- con un estratto anche di un’altra puntata di Storiacce, con l’intervista a Flavio Carboni, tra P3 e eolico. Anche per il fotovoltaico, non è sempre sole quello che luccica- come avete ascoltato nelle Storiacce del 12 febbraio. Ma intorno alle energie rinnovabili, esiste anche una questione di impatto paesaggistico, su cui tornerò presto.

Ecco la sintesi del decreto in un lancio dell’agenzia Radiocor-IlSole24ore
Radiocor – Roma, 28 feb – Il Governo intensifica la stretta sulle rinnovabili e domani il testo della riforma approda in preConsiglio dei ministri. La versione aggiornata del decreto legislativo, di cui Radiocor e’ in possesso, prevede lo stop degli incentivi una volta sforato il tetto complessivo degli ottomila MW per il solare fotovoltaico. Questo obiettivo e’ fissato al 2020, ma il decreto avverte che se dovesse essere raggiunto in anticipo, gli incentivi saranno sospesi fino a che il Governo non decidera’ nuovi obiettivi programmatici. Il nuovo testo, inoltre, prevede la verifica dei dati forniti da chi chiede gli incentivi, con controlli a campione sugli impianti, anche senza preavviso. Chi sara’ sorpreso a imbrogliare, oltre a restituire le somme indebitamente percepite, non potra’ accedere per dieci anni a nuovi incentivi. Il decreto, di 43 articoli, piu’ allegati, torna all’esame del Governo per il via libera definitivo. Nelle scorse settimane e’ passato al vaglio de lle competenti commissioni parlamentari. Sal-bab-y-

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