Radio24 | Il Sole 24 ORE

Il Governatore di Bankitalia: “Le mafie bloccano la crescita”

“Questa criminalità sfibra il tessuto della società, mette a repentaglio la democrazia. E in altre occasioni, ne frena lo sviluppo. Desio, Bordighera: cosa sono se non attentati alla democrazia?!” Parla un linguaggio chiaro e trasparente il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, aprendo alla Statale di Milano – insieme a Don Luigi Ciotti- un ciclo di incontri su mafie e legalità, voluto da Libera e dalle Università.
Numeri alla mano, Draghi (qui breve audio) dimostra “i costi economici della criminalità organizzata. Una tassa occulta” per l’Italia intera, se è vero che- ad esempio- “le estorsioni, oltre a sottrarre direttamente risorse agli imprenditori, disincetivano gli investimenti nell’economia locale”.  Le mafie, un coperchio che blocca la crescita. Col massimo ribasso, il pizzo, e poi l’usura, la concorrenza distorta.
Le mafie, un veleno per una pianta che si sviluppa. La dimostrazione, nel confronto tra Regioni, come Puglia e Basilicata, la cui contaminazione malavitosa viene fatta risalire “solo” agli anni ’70- e altre aree del centro Nord con simili condizioni socio-economiche iniziali.
Ebbene, uno studio dimostra che “in conocomitanza con il contagio, Puglia e Basilicata – ha ricordato Mario Draghi – sono passate da una crescita del prodotto pro capite, che era più rapida di quella del gruppo di regioni inizialmente simili- a una più lenta”. In trent’anni, insomma, il veleno delle mafie si è tradotto in una “perdita di Pil di 20 punti percentuali, essenzialmente per minori nvestimenti privati”. Numeri da ricordare, tutte le volte che si torna anche sulle croniche difficoltà del Mezzogiorno.
Ha parlato a lungo, Mario Draghi e – circostanza non usuale- ha risposto anche a tre domande, raccolte tra gli studenti. Riciclaggio, Usura, corruzione, zone grigie.
Le inchieste raccontano delle infiltrazioni della ndrangheta al Nord, tanto pericolose quanto insinuate nel cuore della capitale economica e finanziaria del Paese. Ebbene, anche gli indicatori delle banche confermano questo quadro d’allarme, se è vero che le segnalazioni anti-riciclaggio sono passate da 12.500 nel 2007 a 37mila del 2010. “Professionisti e altri operatori sono meno solerti: i potenziali senalanti sarebbero diverse centinaia di migliaia, ma nel 2010- denuncia il Governatore – sono pervenute solo 223 segnalazioni”.
Infine, le segnalazioni per migliorare la legge anti-riciclaggio, anche intervenendo sul reato di auto-riciclaggio. Un punto su cui i magistrati che si occupano più spesso di economia criminale insistono particolarmente. Dal numero uno di Palazzo Koch, anche l’anticipazione di una proposta in tema di usura. “Legge che può essere migliorata: l’attuale sistema prevede il calcolo di un tasso medio di mercato e l’applicazione della metà di questo tasso, come tasso massimo. In periodi di tassi molto bassi- spiega Draghi – si richia di escludere dall’accesso al credito molti individui. Banca d Italia sta preparando una proposta per una soglia un po’ più alta, quando i tassi sono bassi; più bassa, con tassi più alti. Un sistema più flessibile, che tenga insieme la certezza della giustizia, ma anche la presenza di un tasso che non sia esorbitante per il cliente della banca. Bisogna evitare che chi si vede rifiutare il credito si rivolga ad altre fonti”.
Anche su questi spunti- soldi e costi delle mafie – torna Storiacce domani su Radio 24, alle 13.15. (Tra poco, appena posso, tornerò sul blog ancora sull’incontro di questa mattina, per tornare a parlare di “infrastutture, legalità e crescita del Paese”, ma anche di testimoni di giustizia, altro tema caro a Storiacce blog)