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Adro, il Tricolore e il sindaco: “noi diversi dai napoletani”

Coccarde, al posto del sole delle Alpi. Il Tricolore, invece del verde-Carroccio. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia,  decine di bandiere  sventolano sulla scuola di Adro- nel bresciano, laddove prima proliferavano i simboli – diventati un caso.

Ma in questo borgo leghista, la battaglia dei vessilli ha lasciato una spaccatura, che porta in strada due diversi cortei. Da una parte- l’amministrazione comunale rende omaggio a due eroi risorgimentali del posto, i fratelli Dandolo; dall’altra sfilano i medaglieri dei partigiani e decine di persone dietro la Costituzione. La battaglia dei simboli diventa anche sfida musicale, così tra l’inno di Mameli e Bella Ciao, risuona pure il Nabucco- caro ai leghisti, nel contro-corteo. “Perché dobbiamo riappropriarci anche del vero significato di quelle note e di quei versi”, spiega un anziano signore, mentre distribuisce coccarde tricolori a chi è rimasto senza. Oggi, il Tricolore sventola da decine di finestre e ringhiere ad Adro, pende su panchine e cestini dove invece resta cesellato il sole delle Alpi volutodall’amministrazione (crf vedi foto sotto). E altri ne spunteranno. “Su una rotonda e sul gonfalone sono stati già deliberati”, spiega il sindaco Oscar Lancini preannunciando un coup de theatre, che non svela.  La rimozione, per furor di polemiche e verdetto di giudici, dei simboli del Carroccio dalla scuola non gli va giù. “La risposta dello Stato è stata violenta, nei confronti di un’ iniziativa – commenta con Radio 24 – letta in termini politici solo da chi gli faceva comodo. Roma ladrona si è presa pure i nostri simboli. Viva l’Italia? Sta scherzando. Piuttosto Padania libera”. Oggi, per lui “è una giornata normale e infatti ci sarà anche un Consiglio comunale” stasera, in cui agli altri – a quelli dell’altro corteo – dirà “che è indegno usare questa data, per fare politica”. Mentre il Paese celebrava al massimo livello- con una seduta congiunta delle Camere il suo 150esimo compleanno col capo dello Stato – il sindaco di questo borgo della Francia Corta non nasconde di “non sentirsi rappresentato da questa Italia, non mi piace- dice. E poi non c’è un popolo italiano, altrimenti – puntualizza con Radio 24 – io non sarei diverso da quelli che a Napoli hanno fatto i cumuli di rifiuti. Invece siamo diversi: anche ad Adro abbiamo avuto problemi di immondizia, ma nessuno ha fatto i cumuli davanti casa”.
ps Al sindaco, sarebbe bello se la questione dell’emergenza rifiuti di Napoli fosse dovuta semplicemente a sacchetti di rifiuti messi davanti alle case.
pps. Credo si debba anche alla reazione nei confronti di certe posizioni leghiste se tantissime persone – ancora di più- hanno esposto il tricolore alle finestre.

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