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A Potenza,la Primavera di Libera contro le mafie

Il racconto del corteo di primavera per Storiacce blog.
Da Potenza, Gennaro Grimolizzi ha seguito la manifestazione di Libera

La primavera italiana è iniziata a Potenza. Più di sessantamila persone, quattrocento autobus ed un treno proveniente dal Piemonte. Sono questi i numeri – un record per queste parti – della sedicesima “Giornata della memoria e dell’impegno civile in ricordo delle vittime delle mafie”, svoltasi nel capoluogo lucano. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Libera, ha visto protagonisti soprattutto i giovani, provenienti da ogni parte d’Italia, che si sono stretti intorno ai familiari delle vittime delle mafie. “Vengo da Aosta – dice Aldo, liceale sedicenne – e sono convinto che la lotta contro la criminalità si possa combattere a partire dalle scuole, dove il senso della legalità deve essere trasferito con lo studio di figure memorabili come Falcone e Borsellino”. Aldo non era ancora nato quando le bombe del 1992 seminarono morte e distruzione a Punta Raisi e Via D’Amelio, ma l’esempio dei magistrati antimafia è sempre attuale. Armando Rossitto è l’assessore comunale alla Legalità e Cultura a Lentini, in provincia di Siracusa. “La mafia – afferma – si combatte privandola delle ricchezze accumulate illecitamente”.  Nella città siciliana con la confisca di alcuni immobili è nata “Libera terra”. L’azienda agricola esporta i suoi prodotti in tutta Italia e dà lavoro ad una ventina di persone. Il progetto è stato finanziato grazie al Piano operativo nazionale per la si curezza del ministero dell’Interno.La scelta di ospitare la “Giornata della memoria e dell’impegno civile” a Potenza non è stata casuale. Un anno fa nella centralissima chiesa della Santissima Trinità sono stati rinvenuti i poveri resti di Elisa Claps e si è voluta testimoniare la vicinanza alla famiglia della giovane uccisa nel 1993. Dell’omicidio di Elisa è imputato Danilo Restivo, al momento in carcere in Gran Bretagna con l’accusa di aver ucciso un’altra donna, la sarta Heather Barnett. Secondo don Marcello Cozzi, coordinatore di Libera Basilicata, nel caso Claps ci sono state “troppe coperture, anche altolocate, ed è necessario ora far luce una volta per tutte sulla vicenda”. Filomena Iemma e Gildo Claps, madre e fratello del la ragazza scomparsa diciotto anni fa, sono alla testa del corteo. Non si sottraggono agli abbracci e alle strette di mano di tanti “amici sconosciuti” e ringraziano anche Radio24 per gli spazi di approfondimento sul giallo (quasi risolto?) e sulla criminalità organizzata.L’instancabile don Luigi Ciotti, impegnato in questi giorni a visitare in lungo e in largo la Basilicata, è convinto che occorra smuovere le coscienze e tenere sempre alta la guardia per contrastare la mafia: “Un’arma importante per combatterla esiste già e si chiama Costituzione. Se si rispettasse di più la Carta, avremmo un’Italia migliore, più giusta. Non va però neppure dimencaticato il Vangelo, che si pone come strumento per redimere chi sbaglia”.Alla manifestazione di Potenza hanno partecipato anche il Procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, Antonio Ingroia della Procura di Palermo e Gino Strada di Emergency.La Giornata in ricordo delle vittime delle mafie ha avuto il suo culmine davanti alla sede della Regione Basilicata (“questo – commenta un arzillo pensionato – è il palazzo del potere”), dove studenti, rappresentanti delle associazioni, sindacalisti e politici hanno letto centinaia di nomi di vittime delle mafia: Francesco Travionte, Cristiano Travionte, Fortunato Correale, Libero Grasso, Giovanni Di Benedetto, Giovanni Falcone, Carlo Dalla Chiesa, Aniello Giordano, Ilaria Alpi, Miran Hro vati, Raffaele Granata, Luca Orioli, Elisa Claps, Rosario Livatino, Paolo Borsellino, Roberto Antiochia, Graziana Campagna, Sergio Cusma … e tanti, tanti altri.  Gennaro Grimolizzi

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