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Onna, viaggio nel paese simbolo del terremoto

I bicchieri nella credenza, i flaconi nel mobiletto di un bagno. Un materasso. Una scritta. Ora che le macerie sono state rimosse, la vita interrotta di Onna è tutta qui – davanti agli occhi di chi la attraversa. Erano strade, erano vicoli, erano piazze e case. Dall’altra parte, c’è la nuova Onna- con le sue villette di legno, con il prato tagliato fuori e le foto di chi non è sopravvissuto dentro.

Onna- con le sue case distrutte e i suoi 41 morti, su circa 300 abitanti, è diventata il simbolo del terremoto. Domani, nel secondo anniversario del sisma- che in tutto l’Abruzzo ha ucciso 309 persone – sarà presentato il Piano per la Ricostruzione di Onna, le linee generali attorno a cui sviluppare la rinascita del paese. E lo farà l’ambasciatore tedesco, Michael H.Gerdts, come vi abbiamo anticipato domenica- nella diretta da Onna.

E’ un progetto che Berlino ha affidato allo studio Schaller Theodor di Colonia e Mar di Venezia, con l’appoggio dell’ingegnere Antonello Ricotti – aquilano- per conto della Dress&Sommer di Stoccarda. La Germania, infatti, ha adottato questa frazione, per onorare anche un debito con la Storia, per l’eccidio nazista qui compiuto sul finire della Seconda Guerra Mondiale. E sono già 6 milioni circa i fondi fin qui spesi, direttamente o attraverso propri marchi, che hanno sostenuto ad esempio la costruzione di “Casa Onna”, un avveneristico edificio tutto bianco, supertecologico, che è diventata una sorta di piazza della città. Nel centro tra le due anime del borgo: così le vetrate, da un lato affacciano sulle rovine, che hanno il cielo come tetto, dall’altra sulle casette di legno, dove la gente cerca di tornare alla normalità.  E la domenica, si preparano gli gnocchi fatti a mano.

Nella distruzione generale, è rimasta in piedi la facciata con la lapide in memoria delle vittime naziste. Un’altra, con l’elenco più lungo dei morti del 6 aprile 2009, sarà forse prima o poi affissa. Di fronte, il cancelliere- Angela Merkel- dopo la visita in occasione del G8, ha voluto ci fosse un faro, che con la sua luce indica di notte che lì, ad Onna, c’è ancora vita.

La Germania è stato il Paese che ha mantenuto di più le promesse. Anche Australia, Kazakistan, Canada, Francia, Giappone stanno rispettando gli impegni presi nel summit internazionale – ci dicono al Comune dell’Aquila, mentre nulla è arrivato dagli Stati Uniti di Obama, né dalla Gran Bretagna.

ps. Il reportage di Storiacce da Onna, in onda oggi alle 13.30 su Radio 24, all’interno di Italia in Controluce.