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il mondo in 4piani: l Erasmus e l Europa

Ero partita, per studiare ancor di più i segreti del teatro antico. Sono tornata, avendo scoperto per la prima volta davvero il mondo.
Il digiuno del Ramadan, i profughi della ex Jugoslavia, la guerra in Afghanistan, i divieti della vita in Yemen, i “segreti” della ex DDR, l’emigrazione per poverta’ e quella in nome dello studio.
C era la figlia di un diplomatico turco, che dipingeva, e il disoccupato che si manteneva col sussidio.
Ora che il dibattito sull Europa sembra quasi rimettere in discussione un cammino cosi lungo, ripenso ai quattro piani della Kolping Haus di Duesseldorf, dove ho trascorso i 6mesi del mio Erasmus. Mi stavo per laureare in Greco antico, sul teatro classico e una delle condizioni era la conoscenza del tedesco e la lettura degli studi che i filologi tedeschi avevano fatto delle tragedie di Eschilo,Sofocle e Euripide. E allora partii.
Partii e in sei mesi, oltre ad essermi innamorata della cultura tedesca e ancor di più di quella greca, ho scoperto davvero il mondo. E a ripensarci ora, nessun altra esperienza e’ stata cosi forte,nessun viaggio,trasferta di lavoro o borsa di studio. Ne’ New york ne’ Hong kong-anche perche le ho scoperte in modi e tempi diversi-mi hanno gettato nel mondo, come i quattro piani del residence tedesco, vicino alla Altstadt di Duesseldorf.
Il marco, che valeva tanto e guai a perdere una moneta-ero almeno tre kartofelsuppe da mangiare nella cucina comune; le prime esperienze di lavoro- i clienti del bistrot italiano, dove ho lavorato un po’, che si sforzavano di parlare la nostra lingua; i mercoledì degli studenti, con la birra che costava poco e nessuno che nemmeno lontanamente pensava di uscire in auto: tanto c erano i mezzi pubblici, ancora più frequenti e sicuri. I viaggi verso le altre citta nel weekend, con le varie offerte ferroviarie per gli studenti; i musei e le biblioteche aperte fino a sera. E quanto era facile farsi mandare quelle pagine di quella rivista rara dell 800, che proprio mi servivavano, ma che erano a Dresda: pochi giorni e le copie erano sulla mia scrivania.
Ho preparato la mia tesi li, nella altisonanate Altertumwissenschaft, ma ho aperto gli occhi sul mondo intero. E credo che questa sia la grande chance che l Europa unita dia ai più giovani, soprattutto in momenti di crisi economica come questo.
Scoprire il mondo, la sua storia, le sue lingue, ma anche cercare strade per il proprio futuro. Non possiamo pensare di andare indietro, e’ antistorico e lo dobbiamo- come scrive splendidamente oggi Benedetta Tobagi su Repubblica- a chi all Europa unita ci aveva pensato, da Ventotene.
L isola di Santo Stefano, per l esattezza, col suo carcere borbonico, prigione di tanti “sognatori politici” – ci indicano la strada. L Europa oggi e’ una realta concreta, proprio perche i ragazzi che fanno l Eramsus o anche solo quelli che vanno su e giu’ con i low cost, sanno di poter avere opportunita a Parigi, come a Berlino o a Madrid. Anche se a volte, le mete delle destinazioni erano scelte anche con l appeal della vita in metropoli particolarmente allegre.

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