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L Italia vista dal direttore dell Economist

Una volta, era il miracolo del Nord Est. Ora l’ eccezionalita e’ sparita, ma questa resta una zona di fatica. E di successi. Alle nove di sera, e’ piena la sala del polo tecnologico di Rovereto, per ascoltare il direttore dell Economist,
John Micklethwait, intervistato ora da Paolo Madron, direttore di Lettera 43– al Festival delle Citta d impresa. Ecco per gli interessati la trascrizione in tempo reale della prima parte dell’ intervista sui grandi temi dell economia.
“Credo che i problemi che avete qui siano simili a quelli di altre zone: credo che siamo stati troppo ottimisti”
Se guardiamo la storia dell economia, tutti noi abbiamo preso a prestito troppo denaro. E la storia e’ chiara, ci dice che ci vuole molto tempo per recuperare dopo recessione. Marshall l economista disse che “dopo la tempesta commerciale, arriva la calma, ma e’ una calma pesante”.
Paolo Madron ricorda di aver eletto il debito personaggio dell’ anno, nel suo quotidiano online.
“Credo che abbia centrato il principale problema dell Italia, il debito. Il ministro Tremonti ne ha parlato pochi giorni fa. Noi inglesi e voi italiani siamo uniti dal debito. E dobbiamo sempre trovare più denaro. In Italia, il debito e’ cosi grande che in caso di fallimento, sarebbe devastante per tutti. Per questo e’ anche importante avere buoni rapporti tra Italia e Germania.

C e’ la questione dell euro in crisi. Che dice dello scenario di due euro, uno dei Paesi forti, uno per gli altri?
Di fatto il primo sarebbe solo per i tedeschi, che sono gli unici ad essere cosi forti. Non sono contento, quando si parla male dell euro. Io non credo che l euro fallira. C e’ un forte impegno dietro la moneta unica e sarebbe molto difficile abbandonarlo. Non funziona in modo ottimale, ma c e’ e rimane. Non si puo farne a meno, ma non si puo’ neanche continuare a gestire la crisi greca in questo modo. Come un’azienda in difficolta’, la prima cosa da fare e’ ristrutturare il proprio debito. I sacrifici dei greci possono funzionare, solo se non falliranno. Cosi come e’ necessario intervenire in Irlanda.
Pensate che l Italia viva al di sopra delle sue possibilita? Avanza l ombra di una manovra, da 50miliardi di euro che in Italia non c e’ mai stata, tranne un vecchio governo Amato.
Credo che ci siano 3cose: una, la reputazione delle imprese italiane nel mondo anglosassone, se si va in Cina, si vedono tante insegne di aziende italiane. La fama e’ elevate. E poi ci sono altri lati della politica. Tremonti sta facendo qualcosa, per cercare di ridurre il debito. Si, puo essere che si giochi coi numeri, ma si producono delle cose. Ma c e’ un grosso ma. Nulla bastera se non si migliorera la competititvita, cambiando mercato lavoro e riforme strutturale. Quando berlusconi e’ andato al potere, ha detto che sapeva di cosa aveva bisogno l economia. E questo significava fare delle riforme, ma invece si e’ arrivati quasi ad una farsa, perche ha fatto niente. O poco.
Berlusconi e tremonti sono un po’ in errore. Tutti i paesi hanno il dilemma, di dare stimoli all economia: ma ci deve essere un piano per ridurre i debiti. La mia impresssione e’ che si stia un po’ giocando su questo. Se c e’ un piano che affronti il deficit, si corre rischi enorme. Tremonti sta facendo qualcosa sul fronte fiscale, solidarizzo con lui, ma ne’ lui ne’ Berlusconi affronta questioni macroeconomiche. I tedeschi hanno affrontato la questione in passato e anche l Italia dovra farlo.
Uno dei punti di orgoglio di Tremonti e’ che le banche italiane sono messe meglio delle altre..
Non c e’ alcun dubbio che le banche italiane stanno meglio, non c e’ stata una Lehmann Brothers. Ma le banche italiane ancora non sono arrivate ai livelli di Basilea3. Credo che gli altri Paesi l abbiano gia fatto. Dal crash abbiamo imparato che le banche devono avere capitale a sufficienza e le banche italiane non l hanno ancora.
Vero che banche tornate a immettere prodotti derivati, come prima?
Credo ci sia stato un grosso cambiamento. La questione e’ come preveniamo un altro crollo.

Il direttore dell’ Economist annuncia anche pubblicamente il sostegno per la possibile nomina di Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, alla Bce. er lui sarebbe “fit”, per riprendere una celebre copertina del suo giornale che aveva invece bollato come unfit Berlusconi.
Sul bunga bunga, il dir dell economist dice che e’ una grande tragi-commedia, tutti si divertono a leggerne, i tabloid inglesi non avrebbero saputo inventare qualcosa del genere. Berlusconi e’ qualcosa di unico. All inizio abbiamo attaccato Berlusconi, negli ultimi 5 anni nessuno mi ha detto qualcosa a sostegno di Berlusconi. Se avessse speso tutte le energie usate nel privato, per l Italia forse non saremmo a questo punto. Ma sono depresso perche ho sempre pensato che dalla sinistra o dal centrodestra, qualcuno sarebbe emerso per sfidare Berlusconi, ma invece non e’ successo.

Ps in una giornata dominata dal mondo anglosassone- con le immagini in mondo visione del Royal Wedding di William e Kate, mi ritrovo sempre piu- come un tempo- convinta sostenitrice della cultura british, dalla sobrieta, al guizzo dei cappellini, fino alla semplicita con cui il direttore dell economist poco fa si e’ presentato a cena: Hi, I’m John. Impensabile in Italia.
Ps domani vi raccontero- ma non in tempo reale, visto che saro a moderare- il dibattito sulle Revolutionary Mind a Schio, al Festival delle citta d impresa.