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Vita da Bin Laden. A Storiacce il racconto di chi l’ha incontrato

“Ho incontrato Osama Bin Laden tre volte: una in Siria, due nei campi di addestramento in Afghanistan”. Era il 19 marzo 1997 quando Robert Fisk, ora inviato dell’ Indipendent, incontrò per la prima volta Osama Bin Laden. Al telefono dalla sua casa di Beirut, l’unico giornalista occidentale ad averlo conosciuto, racconta a Storiacce di Radio 24 (in onda sabato, alle 13.15- poi scaricabile su podcast) quegli incontri col leader di Al Qaeda, parla del ruolo del Pakistan, della successione a Bin Laden, ma anche dei tentativi dello sceicco di arruolarlo. E delle minacce ultime di Al Qaeda. “Bin Laden era di fatto in pensione, era ormai solo una fonte d’ispirazione per chi credeva che un un certo tipo di Islam potesse cambiare il Medio Oriente”, riflette Fisk. Racconta dei contatti avuti con dei servizi segreti pachistani e la sua convinzione che “sapessero dove si nascondesse Bin Laden da tempo, ma preferivano solo sorvegliarlo”. Abbiamo parlato a lungo, mentre mille telefoni squillavano tutti in contemporanea. Ha voluto subito dire Fisk, che aveva accolto “con indifferenza” la notizia della sua uccisione- e ha inquadrato perfettamente il ruolo che Bin Laden aveva all’interno della “sua creatura. Ai suoi occhi, aveva soprattutto la bellezza di non aver bisogno di organigramma”. Ma com’erano gli occhi di Bin Laden? E com’era parlare per ore col ricercato numero uno al mondo? Che sensazioni gli trasmetteva? Fisk ci porta in quella tenda, in cui ha incontrato Bin Laden e dettaglio dopo dettaglio, ne ricompone il fotogramma. “Osama si aspettava di essere ucciso”, racconta. Come spesso è successo ai latitanti di mafia, alla fine anche lui è stato catturato e ucciso seguendo un corriere. Anche per Bin Laden, la latitanza non era facile.