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Lombardia assente al maxi processo alle cosche

C’è la Regione Calabria, ma non la Lombardia. Ci sono i Comuni di Pavia e Bollate, ma non quello di Milano. Sotto al Duomo, parte il maxi processo alla ndrangheta del Nord, ma le istituzioni più simbolico del Nord non ci sono nell’affollata aula del Tribunale, a chiedere di costituirsi parte civile contro quelle cosche.
Più di 300 persone furono arrestate tra Milano e Reggio Calabria, nel maxi blitz del luglio scorso, che confermò il ruolo di primo piano della Lombardia nella geografia criminale calabrese: “provincia” di spicco, con 15 locali – per dirla col lessico ‘ndranghetista – e un esercito di almeno 500 uomini. Dei 174 catturati al Nord l’anno scorso, se la maggior parte ha scelto riti alternativi, in 39 erano nelle gabbie della prima udienza del dibattimento: i più giovani mandano saluti a mamme, vestite a lutto. In silenzio, gli altri. Facce dure, mascelle serrate, sguardi fieri. Tra loro, anche Carlo Chiriaco, l’ex direttore dell Asl di Pavia, che si vantava di essere il “capo cosca qui”.
E tutti, imputati e pubblico- compreso il liceo artistico di Brera e i ragazzi di Ammazzateci tutti, guidati da Massimo Brugnine- ascoltano l’elenco di chi vuole essere parte civile: i Ministeri dell’Interno e della Difesa, alcune società fallite, alcuni Comuni, una vittima di usura- fatto raro – e la Regione Calabria, appunto. E’ il suo avvocato Luigi Gullo il primo a non nascondere la “sorpresa e la meraviglia” per l’assenza delle istituzioni lombarde. “Ora in Calabria, tutti gli enti locali soprattutto da alcuni anni, chiedono di costituirsi parte civile, per dare un segno- ci spiega- nella lotta alla criminalità”. E poi, spesso hanno avuto anche dei risarcimenti. Un segno, dunque.
Ore dopo, sull’ onda delle polemiche, il Pirellone comunica con una nota che “non accetta lezioni da nessuno e che chiederà la costituzione nella prossima udienza del 14 giugno”. Bene. Resta il fatto che se l’Antimafia vive anche di segni e simboli, in quell’affollata aula la Calabria c’era, la Lombardia no.

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