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Il vento di Milano

Il vento nuovo promesso da Giuliano Pisapia insidia la roccaforte di Berlusconi- che crolla nelle preferenze- spinge in testa il centrosinistra e lo porta, 18 anni dopo, alle soglie del Comune di Milano.
Ora per quindici giorno, Milano aspetta. Aspetta il ballottagglo tra il sindaco uscente e l uomo delle primarie, l avvocato che ha raggruppato tutte le sigle del centrosinistra.
I lunedì in tribunale del premier, il suo nome a capolista, gli scontri sui magistrati, come l ultimo attacco a Pisapia sul suo passato più che scaldare il centrodestra meneghino, l hanno disorientato e frastagliato. E le urne parlano.
Questa lunghissima giornata milanese e’ appena finita: nel cielo splende una bellissima luna bianca-quasi piena. Sopra la delusione del centrodestra e la gioia degli altri.
Oggi sono stata sia da una parte che dall altra “della barricata”. E sembravano due mondi. Poche fermate di metro e da una parte, una porta chiusa e i silenzi- tra le sfarzose mura della Fondazione Cariplo. Dall altra, la festa in strada, la banda, i cori nel teatro dell elfo. Milano ad un certo punto si colora di arancione. C erano tantissimi giovani. Ed energia. Comunque la si pensi, la voglia di partecipazione- in ogni versante- e’ sempre un’onda di emozioni. Oltre che liberta, per dirla con Gaber.
E stavolta, Milano ha voluto partecipare. Ora, dopo la sua giornata più lunga, aspetta. E si chiede se il vento ha fatto il suo giro.

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