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AntonVeneta, 4 anni all’ex Governatore per “il bacio in fronte”

“Un bacio in fronte” che vale quattro anni di reclusione per l’ex Governatore di Bankitalia, Fazio. E un’intera stagione che incassa il suo primo pesante verdetto, con pene più severe di quelle richieste, per quasi tutti i protagonisti.
6 anni dopo quella rovente estate di scalate incrociate, arrivano le condanne al processo AntonVeneta, ovvero il progetto della Bpi di Gianpiero Fiorani — “che rientrava in una logica di riassetto del sistema bancario italiano”, per dirla con le parole del pm, Eugenio Fusco, secondo cui al centro, c’era il “dirigismo” dell’allora Governatore. Ed è proprio quella di Antonio Fazio la condanna (ecco l audio del dispositivo della ‘sentenza ) più severa: 4 anni, per aggiotaggio, una multa da un milione e mezzo, e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Secondo la Procura, che aveva chiesto per lui 3 anni di reclusione, l’ex numero uno di Palazzo Koch aveva favorito i progetti dell’istituto lodigiano, a scapito degli olandesi dell’Abn Amro. Lui, Fazio, che nella notte tra l’ 11 e il 12 luglio 2005 anticipò a Fiorani il via libera all’Opa su AntonVenta, ricevendo in risposta quel “bancio in fronte” – registrato dalle intercettazioni- e diventato uno dei cardini del processo.
E’ stato invece assolto l’ex capo della vigilanza di Palazzo Koch, Francesco Frasca, “per non aver commesso il fatto”. (Dopo aver partecipato a tutte le udienze del processo, mostrando “anche nel viso i segni di una sua personale sofferenza”, come pur qualcuno notava stamattina nei corridoi del Tribunale, non c’era ad ascoltare la sua assoluzione).
Dopo aver già patteggiamento 3 anni, invece, l’ex banchiere lodigiano- Gianpiero Fiorani- incassa altri 20 mesi di pena, ma vede confermata – commenta attraverso i suoi legali – la sua versione dei fatti, su quei progetti che intersecavano finanza, istituzioni e politica. Se la maggior parte dei soci occulti della scalata hanno già patteggiato, insieme ad alcune società — facendo incassare allo Stato circa 350 milioni con le confische — questa sentenza condanna anche gli ex vertici dell’ Unipol (a cui sono stati ora confiscati 39milioni e 600mila, oltre alla sanzione di 900mila euro- 360mila invece per la Nuova Parva), Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti – a tre anni più un milione di multa ciascuno; 2 anni e 8 mesi per l’immobiliarista Luigi Zunino; stessa pena per il senatore del Pdl, Luigi Grillo, quello del cosidetto patto dello Sciacchetrà — dal nome del liquore ligure- di cui pur tanto si parlò in quei mesi di indagine, intercettazioni e polemiche: un anticipo di tutto quel che sarebbe scoppiato poi con le parallele inchieste Unipol e Rcs e la scoperta dei cosiddetti “furbetti del quartierino”. Per la prima, la tentata scalata di via Stalingrado alla Bnl dovrebbe arrivare forse a luglio la sentenza (mentre un altro processo sta giudicando il caso della pubblicazione dell’ormai celebre telefonata tra Consorte e Fassino), per la seconda, il fallito progetto dell’immobiliarista Stefano Ricucci di rafforzarsi nel salotto buono di via Solferino, il processo è in corso a Roma.