Radio24 | Il Sole 24 ORE

Il nero dell inchiostro, il rosso del sangue: Storiacce al Notturno Festival

Giancarlo Siani e Roberto Saviano. Gli articoli dell “abusivo” del Mattino, ucciso dalla camorra, per le sue denunce; le parole del ragazzo di Gomorra, che quella camorra l ha sfidata nella sua stessa lingua. La solitudine di Giancarlo Siani, la vita blindata di Roberto Saviano. La morte del primo, la battaglia del secondo.
Domenica saranno loro i protagonisti di un incontro, al Notturno Festival di Caserta, due giorni dedicati alla forza delle parole, alla bellezza dei suoni, declinata nelle pagine di un saggio, un romanzo, incise nelle colonne di un giornale o affidate alle onde di una radio.
Un festival sul nero dell inchiostro, ma anche il giallo di un’ampia fetta di narrativa o del filtro di alcuni scatti di cronaca.
Un festival di parole, nel cuore di una provincia, divenuta col silenzio feudo criminale dei clan. Terra dei casalesi, prateria di conquista delle varie famiglie del napoletano.
non stupisce allora che porti il nome dell arte della comunicazione l associazione che ha voluto e organizzato un festival cosi’, li. L Associazione Maieutica. Levatrice di una nuova stagione di parole e denunce, l associazione si propone di far nascere l abitudine al racconto in tutte le sue forme. Per scoprirne la bellezza, in una terra troppo marchiata dalle brutture dei silenzi. Di quanti hanno accettato che le terre si riempissero di rifiuti tossici. Di quelli che hanno lasciato che le montagne fossero sventrate da cave mai bonificate, dopo la speculazione del terremoto dell Irpinia. Di quanti non hanno voluto leggere e sapere, quello che i giornali scrivevano e tutti gia conoscevano. Il silenzio spaventato di chi buttava gli articoli di Siani e la reazione rabbiosa di chi insultava sui muri Saviano.
Far nascere la cultura della parola, che e’ scrittura e lettura. Sono lusingata dall invito ricevuto dall Ass Maieutica e dal suo presidente, che ha voluto anche me al Notturno Festival, nella mia Regione. Si parlera di mafie e inchieste nell incontro a cui partecipero, domenica pomeriggio alle 15.30, insieme a Rosaria Capacchione, coraggiosa collega del Mattino, che proprio li’, nelle terre di Gomorra racconta i misfatti dei clan. E per questo e’ stata minacciata, insieme a Saviano e al giudice Cantone. Le parole a certe latitudini sono sfide. Per questo fu ucciso Giancarlo Siani, per questo lei, come Saviano sono nel mirino dei boss. Che temono loro. E le loro armi rivoluzionarie, le parole.
Sara molto diversa la mia testimonianza, opposta. Sara la testimonianza di una citta dove le mafie sono cresciute nel silenzio. E che col silenzio stanno rispondendo anche alle inchieste della magistratura. Un’omerta assai simile a quella dei feudi della camorra. E se li’ il silenzio ormai quasi non fa più notizia, sotto al Duomo l allarme di Ilda Boccassini ha conquistato i titoli di prima pagina.
Raccontero tutto questo, ma soprattutto ascoltero quello che Rosaria Capacchione raccontera, rispondendo alle domande di Michela Formisano, altra collega del posto, che conosce benissimo il peso delle parole nei feudi dei silenzi.