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Saporito, 34 anni dopo per lo Stato diventa vittima del terrorismo

Capita di rado, ma a volte capita. Anche se molto tempo dopo. Capita che lo Stato sappia andare oltre la burocrazia e correggere i suoi errori.
E’ successo col caso Saporito, la storia di un operaio ucciso nella Milano degli anni di piombo che solo ora- dopo 34 anni- è stato inserito di fatto tra le vittime del terrorismo. Grazie alla determinazione di suo figlio.
La notizia gli è arrivata oggi, in via informale, perchè sarà messa nero su bianco a fine mese. La Commissione del Viminale ha riletto tutta la documentazione giudiziaria sul caso Saporito e ha ammesso che si’, era stato errore, la sua é la storia di una vittima del terrorismo.
Giuseppe Saporito era un operaio: Storiacce tempo fa vi ha raccontato la sua storia (cfr l archivio su Radio24). Una mattina di novembre del 1977 finì in mezzo ad una sparatoria, dopo una rapina, messa a punto dai Nuclei Armati Proletari. Ad uccidere Saporito fu il proiettile di una guardia giurata, minacciata dai Nap. Per questo, quello fu considerato un delitto normale. Semplice, non opera di terrorismo. Nel 2009 pero, la famiglia Saporito si è vista recapitare una lettera della provincia di Milano, che li invitava alle commemorazioni per i caduti negli anni di piombo, il 9maggio.
Vittime del terrorismo per le cerimonie, caduti di delinquenza comune per la burocrazia. Quindi per chi deve assegnare i risarcimenti alle famiglie delle vittime del terrorismo. Una beffa, per la vedova e i figli.
La leva, pero, che ha sollevato la determinazione di Roberto per insistere. A far riaprire la pratica di suo padre. A saper leggere le sentenze, con occhio storico e non solo delle perizie balistiche. E ce l ha fatta. Oggi mi ha chiamato, e la sua voce era diversa: “ce l’abbiamo fatta”, mi ha detto.
Ora anche le carte della burocrazia riconoscono quello che loro, la famiglia, gia sapevano.