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Se l Antimafia riempie le piazze. In Calabria

La piazza è piena. E mezzanotte è passata da quasi un’ora. La piazza è piena e sul palco non ci sono cantanti o tronisti vari. Ma un magistrato, un giornalista e un sacerdote. E soprattutto un libro. Con le sue parole. Contro la mafia. E “anche questo è segno del cammino fatto in questi anni a Lamezia”, riflette don Giacomo Panizza, arrivato qui, nella punta dello Stivale, da Brescia.
“Prima di venire all’incontro, sono andato a rivedermi le immagini del castello di 30anni fa”, racconta il sacerdote. Quando lui arrivò a Lamezia, era un rudere. Ora fa bella mostra di sè. Così se a mezzannotte un centianio di persone ascolta l’ ultimo dibattito della prima giornata del festival Trame sui libri di mafie,  se questo è possibile, è perchè è stato percorso un lungo cammino.
Oggi infatti Lamezia è una città in bilico, per dirla col suo sindaco, Gianni Speranza. In bilico tra il mare e la montagna, come tra la riscossa e la rassegnazione. Di sicuro, in questi giorni è la capitale dell’ Antimafia, combattuta anche con le armi della parola. Trame di parole, contro i silenzi delle mafie.
Decine di giovani volontari sono arrivati da tutta Italia, qui per questo festival voluto fortemente da Tano Grasso, presidente della Federazione Antiracket e assessore nella città lametina. Hanno trovato una città tappezzata di mani rosse, simbolo dell’iniziativa, mostrate su vetrine, finestre, autobus, lampioni. I negozi lo espongono, come un segno per dichiarare da quale parte sta la città. Da quella delle parole o del silenzio.
E’ presto forse per rievocare i lenzuoli bianchi della Palermo delle stragi, ma quei loghi mostrati come vessillo sono un segno della volontà di cambiamento.
Di speranza e cambiamento, di determinazione alla lotta in nome dei propri diritti – ha parlato don Giacomo, raccontando la propria esperienza gia ripercorsa nel libro con Goffredo Fofi, “Qui ho conosciuto Puragtorio, Inferno e Paradiso”.

Prima – nella piazzetta decorata dalle luminarie della festa cittadina – c’ era stato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e prima ancora – tra gli altri- il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, col quale ho parlato di ‘ndrangheta, ma anche di camorra, nell’ incontro col professore Franco Barbagallo, ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. Dagli equilibri saltati in Calabria, alla precarietà di Napoli.
Dagli affari dell’ edilizia, a quelli dei rifiuti e delle cosche. “Il nuovo sindaco non deve fare il Masaniello, perché ha fatto poi una brutta fine”, avverte Barbagallo- a proposito delle polemiche sull’ annuncio di De Magistris di risolvere il problema dei rifiuti in pochi giorni.

Dalle inefficienze dello Stato, ai “servigi” delle mafie, sempre più in grado di offrire protezione. Tanto di più, quanto inferiore è la sensazione di vicinanza dello Stato. Capita così che anche una visita medica diventi affare di boss, se riesce a far avere canali prefernziali. Parole che bruciano, nella terra che piange un altissimo numero di vittime per malasanità. Vibo Valentia col suo ospedale e’ qui vicino. “Ed e’ per questo – ricorda il procuratore Borrelli- che nessuno può pensare di sentirsi estraneo alle dinamiche mafiose a certe latitudini”. Perché entrano nella nostra quotidianità. “E’ come l’ ostrica, con lo scoglio”, è l’immagine evocata da Barbagallo e Borrelli. Sono due corpi distinti, ma l’ uno e’ parte dell’ altro.
E’ stata una giornata lunghissima. Ma quando- finito l’ ultimo incontro nella piazza San Domenico- venivano sistemate le sedie, negli organizzatori c’ era la soddisfazione di averne dovuto aprire molte. Perché in tanti hanno voluto partecipare alla prima giornate di Trame.

Ps In questa prima giornata a Lamezia, ho ritrovato una piccola colonia campana. Durante il dibattito con Borrelli e Barbagallo, ho confessato che eravamo tre campani. Poi e’ arrivato il procuratore Franco Roberti, di Salerno. Poi un capitano dei carabinieri del Cilento e il procuratore di Lamezia, entrambi trapiantati in Calabira. E di Napoli abbiamo parlato anche col vulcanico Tano Grasso. Continuerò a raccontarvi su Radio24 la Calabria e il suo festival Antimafie. E anche qui, su Storiacce blog. Domani-qui a Lamezia- sarò impegnata alle 21- nello splendido palazzo Nicotera- in un dibattito con Marcelle Padovani, autrice con Giovanni Falcone di “Cose di Cosa Nostra”, e il procuratore partenopeo Gianni Melillo.

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