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Liguria, “al servizio della criminalità”. Il caso Ventimiglia a Trame

Prima lo scioglimento per infiltrazioni del Comune di Bordighera, poi ora le dimissioni del sindaco di Ventimiglia. “Vuol dire che un problema grosso c’è”. Anna Canepa (qui l’audio), oltre ad essere originaria della cittadina ligure di confine, è il magistrato della Procura Nazionale Antimafia, che si occupa proprio del Nord Ovest. E ieri sera- a Lamezia, al festival antimafia Trame – ha tracciato anche il quadro della sua regione, mentre presentavamo insieme “Mafia Export”, il libro dell’ex presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione (che gli ascoltatori di Storiacce conoscono bene). Per la sua Liguria, come già per la Lombardia, trova che “ci sia una fortissima resistenza – anche comprensibile”, nota, a “voler difendere l’apparenza e dire che la mafia non c’è”. Il problema è che “questo vuol dire farsi mangiare”. Finché il problema si nega, non si affronta. Il riferimento è soprattutto per Lombardia, dove “anche se negli anni ’90 siano stati arrestati e condannati tremila affiliati alle cosche, quando siamo stati ascoltati in Commissione Antimafia- ricorda – si è sentito dire dalle massime autorità che il problema non esisteva”.

Anche in Liguria, le evidenze delle infiltrazioni sono ormai datate ed evidenti. Ci sono state molte inchieste, con arresti. Furono trovati anni fa in alcuni covi anche i testi per il giuramento di affiliazione alle cosche di ndrangheta. Ma le evidenze ci sono state anche in uno dei settori strategici dell’economia regionale, i porti. Ed infatti è in corso un dibattimento sulle intimidazioni ad uno dei più grossi imprenditori della zona, che “sta costruendo proprio il porto di Ventimiglia: è stato intimidito con colpi di fucile da soggetti calabresi, per costringerlo a pagare una somma sul movimento terra, che è come il cavallo di troia delle penetrazioni nell’economia legale”, ricostruisce Canepa. L’imprenditore però “non solo non ha denunciato, ma una volta chiamato dagli inquirenti ha prima negato e poi – ricostruisce sempre il magistrato – davanti all’ evidenza, ha risposto “pensavo che scherzasse”.

La Liguria, con le sue coste, i suoi casinò, le sue strade verso la Costa Azzurra. La Liguria, soprattutto con i suoi porti. Snodo nevralgico- ovunque- per gli interessi mafiosi. La Liguria “struttura di servizio della criminalità organizzata”, riflette il magistrato che nell’ultima relazione Antimafia ha analizzato proprio questa zona. E cita, Anna Canepa, anche il caso del 1994 quando a Genova “arrivò un carico di 5.500 kg di cocaina. Il sequestro più grande d’Europa ed era- sottolinea- il primo di altri cinque carichi di stupefacenti introdotti da cartelli di associazioni criminali, con la ndrangheta in prima linea”.

Ps. Dati, analisi, commenti sulle mafie. Un altro incontro dei tantissimi di Trame, questo Festival che da qui- dalla Calabria – con le parole ha lanciato la sua sfide alle cosche. Ho tantissimo da raccontarvi ancora – dei dibattiti a cui ho partecipato personalmente, di quelli che ho ascoltato, delle persone incontrate e delle sensazioni avvertite in questi giorni molto intensi. L’ho raccontato già anche nel Reportage, andato in onda sabato mattina su Radio 24 (Calabria, parole all’ombra della malapianta). Ma anche qui- su Storiacce blog – parlerò ancora di Trame e di Lamezia, presto.  Anche se con un po’ di ritardo. Caso mai stanotte, visto che qui si fa sempre tardissimo. Gli ultimi dibattiti iniziano a mezzanotte… Il bello è che sono sempre affollatissimi!

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