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Amabili resti

Uno era sparito tre anni fa, da Busto Arsizio. Dell’altra, dopo mesi di ricerche, solo lo scorso autunno si è conosciuta la sorte. Oggi, in poche ore, le storie di Salvatore D’Aleo e Lea Garofalo si incrociano, per volere del calendario.  E uguale destino di morte. La lupara bianca. Non in Sicilia o Calabria, ma in Lombardia. Là dove vivevano.

Oggi a Milano è infatti cominciato il processo per il delitto della testimone di giustizia, rapita, uccisa e sciolta nell’acido. E sul banco degli imputati, c’è anche il suo ex compagno, Carlo Cosco. Anche contro di lui, contro il padre, ha deciso di costituirsi parte civile Denise, la figlia di Lea Garofalo. “Per poter ripartire con la vita, per una scelta interiore”, ha detto.

A Varese, invece, è stato arrestato oggi colui che avrebbe ucciso e poi fatto sparire il corpo dell’imprenditore D’Aleo: Emanuele Italiano, pregiudicato. Sarebbe stato un regolamento di conti, tra le cosche Rinzevillo ed Emanuello.

Se le mafie vogliono disintegrare e far sparire anche i resti delle loro vittime- insieme con le tracce dei loro misfatti – il destino e il calendario a volte unisce storie lontane e diverse. Per mandare segnali. Ancora una volta alla Lombardia, ad esempio. Perché si renda conto che anche all’ombra dei suoi palazzoni avvengono gli stessi misfatti, troppo spesso considerati possibili solo nelle romite campagne sicule o in Aspromonte. Lea Garofalo fu rapita invece all’Arco della Pace. A poche centinaia di passi dal Duomo.

La mafia è qui da tanto tempo. E ogni tanto – anche chi vuole far finta di niente è costretto a sbatterci contro. Della storia di Lea Garofalo, delle radici profonde della presenza mafiosa a Milano, dai tempi del sequestro Sgarella, del racket e della consapevolezza della sua esistenza, avevo parlato lo scorso autunno con uno dei magistrati meneghini che da più tempo se ne occupa, il procuratore aggiunto Alberto Nobili (qui il link alla puntata di Storiacce).

Ve la ripropongo. Perché a volte, è necessario mettere insieme i singoli tasselli. Per avere un quadro completo.