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Lamezia, fiaccolata contro la faida

Candele, contro il buio delle cosche. Parole e slogan, contro i silenzi della ‘ndrangheta. Una manifestazione, per dire basta alle violenze.  Alcune centinaia di persone hanno partecipato questa sera ad una fiaccolata Lamezia Terme, in Calabria, dopo un duplice omicidio che ha riacceso la faida tra i clan locali.
Il 7 giugno fu ucciso Vincenzo Torcasio, di 58 anni, e 30 giorni dopo il figlio, Francesco, di 20. Due omicidi che fanno temere per una ripresa della guerra tra i Torcasio – considerati la fazione al momento perdente – e i Giampà.  Ma il sangue nella logica delle mafie si lava solo con  altro sangue. Come sa chi vive in terra di mafia. Chi vive in una città, come Lamezia, dove la geografia oltre ad essere scandita dai confini degli originari borghi, poi unificati, come Nicastro, Sant’Eufemia, è segnata dalla spartizione dei feudi dei tre clan: Torcasio, Giampà- appunto- e Iannazzo.
Ma in Calabria, finalmente, qualcosa si è rotto in quella crosta di silenzi e connivenze. E stasera centinaia di persone sono scese in strada, con una fiaccola in mano, per dire basta omicidi, basta violenze e reati. Per  dire che la mafia anche lì si può battere “con un movimento culturale, che abitui tutti – come amava dire Paolo Borsellino – a sentire la bellezza del fresco profumo della liberta’ che si oppone al pizzo”. Anche questo slogan ha camminato per le strade di Lamezia, insieme ai tanti che vogliono mostrare il volto pulito di quella terra.
Neanche un mese fa, io stessa ho visto le piazze di Lamezia riempirsi fino a notte fonda, per ascoltare le parole dell’Antimafia nel primo festival di libri dedicati solo a questo tema, Trame. La Calabria – dunque – sta davvero ritrovando la sua faccia.